Hella Haasse Genius loci

Hella Haasse – Genius loci

Due racconti misteriosi e ricchi di fascino costituiscono il nuovo libro di Hella Haasse, una delle più interessanti voci della narrativa olandese contemporanea. Le protagoniste sono due donne che entrano in contatto con luoghi magici, depositari di memorie arcane.

La prima acquista con il marito un terreno nel comune di Vy, in Francia, costruendoci in seguito una casetta. Sente immediatamente una strana presenza nel bosco circostante e appena varcata la porta di casa, depone sull’uscio un mazzo di narcisi selvatici, quasi chiedendo scusa al “genius loci” (nella religione romana, un’entità legata a un luogo) per aver invaso il suo territorio. A quel posto è legata, infatti, la mitica figura di Renaud, figlio degli antichi signori di Vy, malato di lebbra, esiliato nel bosco in un piccolo podere con un pozzo. La donna sente la sua presenza, anche dopo tanti anni, soprattutto nei momenti di solitudine, quando il marito è lontano. Comincia a interessarsi alla sfortunata storia del giovane Renaud, ne percepisce il dolore, il senso di abbandono. Anche lei sta attraversando un momento particolare della sua vita, un momento di passaggio, di “transizione”, un cammino verso l’età matura, anche se alle volte «le capitava la sensazione di essere tornata giovane […] o l’impressione di non avere età».

Nel secondo racconto, una ragazza torna alla casa d’infanzia dove incontra la madre, una personalità forte ed eccentrica dalla quale aveva cercato di emanciparsi. Bastano pochi minuti con il genitore per tornare indietro nel tempo, quando la donna condizionava la vita del marito e dei figli con il suo temperamento esuberante. Ma, soprattutto, basta la vista del giardino della casa per far riaffiorare un ricordo passato e la consapevolezza dell’incomunicabilità di due universi femminili profondamente opposti.

Genius loci è una lettura breve, poche pagine sufficienti a trasportarci un mondo parallelo incantato nel quale la memoria resiste al passare del tempo, un luogo dove pensieri e sensazioni trovano spazio e si sedimentano. Non sarà difficile per voi immaginarvi nel «giardino del rosaio» o nel bosco di Renaud, così bello soprattutto alla fine del racconto, quando l’estate finisce, le foglie cominciano a cambiare colore e la valle è illuminata da un bagliore rossastro «benché non splendesse il sole». Una lettura che richiama le atmosfere dei primi venti d’autunno, perfetta per questi giorni di fine settembre.