Daniil Charms Disastri

Daniil Charms – Disastri

«Il futuro della letteratura russa è nel suo passato». Con questa frase di Evgenij Zamjatin si apre Disastri, libro dello scrittore sovietico Daniil Charms, pubblicato recentemente in Italia da Marcos y Marcos. La sapienza e l’accortezza, avute nello scegliere proprio tale pensiero per accogliere il lettore, potranno essere comprese fino in fondo solo dopo aver superato le prime pagine con coraggio e senza scetticismo. L’opera, curata e tradotta da Paolo Nori, si presenta come un puzzle di cui si riesce a capire il disegno solo guardandolo da lontano. Chi cercherà in questo libro una lettura facile, allegra e di compagnia rimarrà deluso, chi invece saprà ascoltare, dimenticando razionalità e convenzioni sociali, culturali e linguistiche, vi riconoscerà una porta di accesso al mondo e alla poetica delle avanguardie.

Charms visse nella prima metà del Novecento, respirando i cambiamenti, le incertezze e le contraddizioni che lo caratterizzavano e che costrinsero l’arte a spostare il suo sguardo verso quelle realtà meno esplorate. Non si cercava più un rapporto logico con il mondo, era ormai tempo di scandagliare le pronfondità più sconosciute e labirintiche dell’Io. Per descrivere e scrivere della realtà si creavano dunque nuove analogie, attraverso l’accostamento di immagini, il cui legame non doveva essere cercato nel canonico meccanismo di causa ed effetto, ma in una realtà superiore, la surrealtà.

André Breton nel primo manifesto del Surrealismo scriverà: «Surrealismo, n. m. Automatismo psichico puro col quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente, sia per iscritto, sia in qualsiasi altro modo, il funzionamento reale del pensiero. Dettato del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale». Queste parole potrebbero essere usate per una sintetica descrizione di Disastri. Il pensiero surrealista non fu sconosciuto ai futuristi russi, avanguardia di cui anche Charms faceva parte. Il libro si presenta come l’applicazione in letteratura di una delle tecniche usate dai surrealisti per realizzare una pittura automatica, ovvero il collage. Come da un groviglio casuale di ritagli di giornale, di pubblicità, di volantini e quant’altro, nascevano i quadri surrealisti, così questo libro si crea dall’accostamento di passi tratti dal diario dello scrittore, di aneddoti e storie da lui raccontate, di pillole teatrali e di tutto ciò che è appartenuto all’universo narrativo di Charms.

Disastri rappresenta quel tipo di libro la cui lettura all’inizio non è certamente facile, soprattutto se fatta superficialmente, ma se si ha la pazienza e la sensibilità di capire dove lo scrittore vuole condurci, abbandonando i nostri precetti, le nostre regole e tutto ciò che fa apparire comprensibile e conoscibile il mondo che abbiamo intorno, allora impareremo a guardare la realtà da una prospettiva inusuale, che trova la propria “legge” nel suo essere illogica e assurda. E amara è la sensazione che si prova nello scoprire che forse l’unica verità è davvero quella contenuta nel rovescio di tutte le regole.

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