La casa editrice minimum fax ha portato in libreria il volume Racconti, di Donald Barthelme. Il libro, pubblicato nel novembre 2022, viene riproposto in occasione dell’anniversario della morte dello scrittore.
Il saggio di Saunders, che accompagna e arricchisce il volume, dimostra quanto l’influenza di Barthelme e l’ammirazione con la quale sono stati accolti i suoi libri si siano estese alle generazioni successive e ad autori appartenenti a correnti letterarie anche profondamente diverse, a dimostrazione di un talento e di un’originalità che hanno pochi eguali sulla scena americana, e che ne fanno, a tutti gli effetti, un classico contemporaneo.
Racconti – Donald Barthelme
Tra i grandi autori del postmoderno americano, Donald Barthelme è sempre stato considerato il maestro assoluto della forma breve. Le sue raccolte di racconti attraversano tre decenni (dagli anni Sessanta agli anni Ottanta), combinando con originalità e scintillante intelligenza la critica all’emergente società dei consumi, la rilettura dell’America in chiave ironica e surreale, l’eredità dei maestri dell’assurdo, da Kafka a Beckett.
Un cofanetto con le sue quattro raccolte più celebri, a partire dal fulminante esordio Ritorna, dottor Caligari, passando per quello che molti critici considerano il suo capolavoro, Atti innaturali, pratiche innominabili, per approdare alla piena maturità di La vita in città e Dilettanti.
L’autore
Non più di un anno dopo che Donald Barthelme senior ha preso la laurea in architettura nasce il suo primo figlio, e con la moglie Helen decide di dargi il suo nome (ne arriveranno altri quattro: una femmina, Joan, e tre maschi che con diversi gradi di successo intraprenderanno tutti la strada letteraria: Frederick, Steven e Peter). È il 7 aprile del 1931, e l’azione si svolge a Filadelfia. Inizia dunque la vita di Donald Barthelme, insieme con la carriera di architetto e di docente universitario del padre. Dopo soli due anni la scena (con la famiglia) si è già spostata nel Texas, a Houston, dove il padre, innamorato dello stile del suo architetto preferito, Ludwig Mies van der Rohe, progetta e si fa costruire una casa del tutto simile alla famosa Tugendhat di Mies.




