Alessandro Barbero

Alessandro Barbero: A che ora si mangia?

In queste settimane Quodlibet ha portato in libreria il volume A che ora si mangia? Approssimazioni storico-linguistiche all’orario dei pasti (secoli XVIII-XXI). Il libro è scritto da Alessandro Barbero.

Il fenomeno, finora mai studiato, è interessante per lo storico come per il linguista, giacché provocò dei mutamenti nella designazione dei pasti che sono ancora oggi oggetto di discussione fra i parlanti; ed è significativo anche per la critica letteraria, dal momento che certi dettagli delle abitudini sociali nel romanzo dell’Ottocento sono incomprensibili se non in questa luce.

A che ora si mangia? Alessandro Barbero

Alessandro BarberoTra la fine del Settecento e i primi anni dell’Ottocento l’aristocrazia a Londra e a Parigi modificò gli orari dei pasti quotidiani. Il pranzo, considerato all’epoca il pasto principale del giorno, venne consumato sempre più tardi, fino alle cinque, alle sei, alle sette del pomeriggio, mentre veniva introdotta una robusta colazione, il déjeuner à la fourchette, a metà mattinata, e scompariva la cena serale.

La nuova moda venne adottata nel corso dell’Ottocento dalle classi medie e si diffuse lentamente anche in paesi come la Germania, l’Italia, la Russia, gli Stati Uniti, ma nel frattempo l’aristocrazia inglese e francese spostava l’orario del pranzo sempre più tardi, fino alla sera; col risultato che il divario delle abitudini non si ridusse realmente fino all’egualitario secolo Ventesimo.

I contemporanei notarono con interesse questo cambiamento e ne discussero i motivi; la spiegazione più probabile è che le classi dirigenti, in quelle che erano a tutti gli effetti le due massime potenze mondiali, trovarono un nuovo modo per sottolineare la distanza rispetto alla borghesia e il divario fra capitale e provincia, nonché fra paesi moderni e paesi culturalmente arretrati.

 

 

 

L’autore

Alessandro Barbero, nato a Torino nel 1959, insegna Storia Medievale presso l’Università del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”. Saggista e romanziere tradotto in più lingue, è impegnato nella divulgazione anche televisiva («Superquark», «Il Tempo e la Storia»). Il suo romanzo d’esordio, Bella vita e guerre altrui di mr. Pyle, gentiluomo (Mondadori, 1995) ha vinto nel 1996 il Premio Strega. La sua produzione saggistica, tanto specialistica quanto divulgativa, si divide fra il periodo tardoantico e medievale, e la storia militare; fra gli ultimi lavori basti citare Lepanto. La battaglia dei tre imperi (Laterza, 2010); Le parole del papa. Da Gregorio VII a Francesco (Laterza, 2016); Costantino il Vincitore (Salerno Editrice, 2016).

SOSTIENI LA BOTTEGA

La Bottega di Hamlin è un magazine online libero e la cui fruizione è completamente gratuita. Tuttavia se vuoi dimostrare il tuo apprezzamento, incoraggiare la redazione e aiutarla con i costi di gestione (spese per l'hosting e lo sviluppo del sito, acquisto dei libri da recensire ecc.), puoi fare una donazione, anche micro. Grazie