Tradurre l’errore. Laboratorio di pensiero critico e creativo. Si intitola così il libro di Franco Nasi portato in libreria da Quodlibet lo scorso anno.
Tradurre l’errore non tratta degli errori di traduzione, ma di esperienze di traduzione, individuali o collaborative, insolite, a loro modo estreme, che hanno sollecitato una riflessione sulla traduzione vista non come un’attività meccanica e asettica, ma come una pratica pedagogica straordinaria, capace di stimolare lo sviluppo di un pensiero critico, che richiede ad un tempo rigore e creatività, conoscenza dei vincoli dei testi e capacità di derogare consapevolmente alle norme, di tradurre, quando necessario, uscendo dagli schemi, di tradurre outside the box.
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Franco Nasi – Tradurre l’errore
Digital Dishumanities o del dire distopico, titolo di uno dei capitoli del libro, può forse far sorridere chi ama le allitterazioni o chi ha qualche perplessità nei confronti degli algoritmi, ma potrebbe far spazientire un insegnante di inglese che segnerebbe subito Dishumanities come un errore o al più come un calco dall’italiano. Eppure la lingua, quando è viva, ama contravvenire alle regole o forzarle.
E una lingua è viva se permette gli errori, le sfumature, la flessibilità, l’ambiguità, la connotazione, la sovrapposizione, il gioco, il capitombolo, la svolta improvvisa. È morta quando non si muove più, quando si ripete sempre prevedibilmente uguale a sé stessa, ligia alla regole e alle ricorrenze statistiche o, peggio ancora, quando costretta da imposizioni politiche e liberticide, come nel caso del Newspeak di 1984 di Orwell.
La letteratura offre molti esempi di trasgressione vivificante: dalle complesse invenzioni di Joyce di Finnegans Wake a quelle più scanzonate dei Beatles di Yellow Submarine, o ai neologismi sorprendenti e alle deformazioni linguistiche dei giovani artisti dell’Atelier dell’Errore. Di questi e di altri testi irrequieti parla questo libro.
Ma che cosa può fare un traduttore di fronte a un errore, intenzionale o non intenzionale, di un autore? Si nasconde? Nasconde l’errore? Rilancia?
L’autore
Franco Nasi, saggista e traduttore, insegna Teorie della traduzione e Letteratura Anglo-americana all’Università di Modena e Reggio Emilia. Fra le sue pubblicazioni Poetiche in transito (Medusa, 2004), La malinconia del traduttore (Medusa, 2008), Specchi comunicanti (Medusa, 2010), L’artefice aggiunto. Riflessioni sulla traduzione in Italia 1900-1975 (con Angela Albanese, Longo, 2015), Traduzioni estreme (Quodlibet, 2015) e Tradurre l’errore (Quodlibet, 2021).





