La grande nemica

La grande nemica. Il caso Boldrini – Flavio Alivernini

Il libro La grande nemica. Il caso Boldrini, scritto da Flavio Alivernini e pubblicato dalla casa editrice People, parla di educazione online. La Prefazione è di Nicola Biondo, la Postfazione di Carlo Leoni.

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Avete presente Leonardo Di Caprio? Tempo fa, l’attore fu pubblicamente deriso ed insultato da certi mass media americani per il suo impegno nella sensibilizzazione sul tema dei cambiamenti climatici in qualità di ambasciatore dell’ONU (guardatevi il documentario Before the flood, dove sono riportati anche questi attacchi ad personam).

Questo è il primo esempio di “macchina del fango” che mi viene subito in mente ma potrei citarne molti altri. In Italia, se devo pensare (dati statistici alla mano) a quali sono stati i personaggi più attaccati in modo sistematico e delegittimante, penso sicuramente a Laura Boldrini. Comunque la si pensi, qui ci sono fatti, ampiamente documentati anche nel libro. Questo è un caso di studio perché fa da spartiacque tra un ambiente online tossico e una strategia vincente di denuncia che ha ripercussioni positive online ed offline. Vediamo perché.

Il soggetto preso di mira in questa vergognosa gogna mediatica che si muove principalmente su internet è donna, femminista, contro la violenza di genere, pro diritti dei migranti e dei rifugiati, ha fatto risparmiare 435 milioni di spese della Camera in qualità di terza carica dello Stato nel periodo preso come riferimento ed apertamente antifascista (come primo atto in qualità di Presidente della Camera si è recata in visita alla Sinagoga di Roma; per il 70esimo anniversario della Liberazione ha riempito l’Aula di Montecitorio di partigiane e partigiani). In aggiunta, Laura Boldrini piaceva anche a molti giovani deputati che non avrebbero dovuto apprezzarla affatto, secondo la narrazione dei loro partiti di appartenenza. E qui entra in gioco il Far Web, geniale neoconiazione di Matteo Grandi.

La recensione de La grande nemica. Il caso Boldrini

La macchina del fango, artatamente avviata da mani sapienti che vengono citate con nomi e cognomi in La grande nemica. Il caso Boldrini, ha iniziato a creare contenuti online diffamatori contro Boldrini, basati tutti solo ed esclusivamente su fake news. Il post Cosa succederebbe se ti trovassi la Boldrini in macchina? ha avviato il tutto. Come in 2001: Odissea nello spazio, quando «l’ominide scopre come un osso di animale può trasformarsi in un oggetto contundente».

Un altro parallelo, in questo caso letterario, potremmo trovarlo con 1984 di George Orwell e «la pratica collettiva dei “due minuti d’odio” di cui si avvale il governo del Grande Fratello». Se non vi intendete di sentiment della Rete, thread, fake news, trending topics, clickbaiting, netiquette, questo è un buon libro per iniziare a comprendere cosa si nasconde dietro certa propaganda che con la politica vera non ha davvero nulla a che fare.

La prima parte di La grande nemica. Il caso Boldrini riporta nel dettaglio tutta la spazzatura gettata addosso al capro espiatorio designato a tavolino. La seconda parte invece narra della rivincita, cioè dei risvolti positivi ottenuti nelle aule dei Tribunali, con un risarcimento monetario reinvestito nelle scuole per progetti sull’educazione digitale, e anche sulle pagine web.

«[…] non c’è bisogno di mettere alla gogna nessuno, di minacciare, di insultare, di creare scontro. Canalizzare il sentiment della Rete per un altro scopo si può».

copertina
Autore
Flavio Alivernini
Casa editrice
People
Anno
2019
Genere
saggistica
Formato
Brossura
Pagine
154
ISBN
9788832089097
Marta Lilliù

diMarta Lilliù

Sono nata ad Ancona nel 1985 e sono cresciuta ad Osimo. Sono laureata in Lettere (Università degli Studi di Macerata) con una tesi in Storia Moderna sulle Suppliche del XVIII sec. dell’Archivio Storico di Osimo. Sono diplomata in Pianoforte e in Clavicembalo (Conservatorio “G.Rossini” di Pesaro).
Dal 2012 abito e lavoro in Liguria, dove ho approfondito l’ambito della didattica musicale (abilitandomi all’insegnamento del Pianoforte presso il Conservatorio “N.Paganini” di Genova) e della didattica speciale, cioè rivolta al Sostegno didattico ad alunni con disabilità (Università degli Studi di Genova). Ho vissuto a Chiavari e Genova. Attualmente vivo a Sestri Levante, dove annualmente si svolgono il Riviera International Film Festival e il Festival Andersen.
Sono docente di Pianoforte a tempo indeterminato a Levanto, Monterosso e Deiva Marina.
Abbandono talvolta la Liguria per muovermi tra le Marche e Londra, città in cui ricopro ufficialmente il ruolo di...zia!