Il caso di Stefano Cucchi diventerà un film

Sarà il regista Alessio Cremonini a dirigere il film sulla vicenda di Stefano Cucchi, il ragazzo morto nell’ottobre 2009, mentre si trovava in custodia cautelare. Il film è stato scritto da Cremonini e Lisa Nur Sultan, e verrà prodotto dalla Cinemaundici.
La storia di Cucchi parte nell’ottobre 2009, quando venne fermato dai carabinieri: una volta in caserma, su Cucchi vennero ritrovati 21 grammi di hashish, tre dosi di cocaina impacchettate, e due pasticche (una era un medicinale, in quanto Cucchi soffriva di epilessia). Per il ragazzo venne decisa la custodia cautelare: processato per direttissima il giorno successivo, Cucchi si presentò in aula con due ematomi intorno agli occhi, ma al padre, con cui parlò poco prima del processo, non disse di essere stato picchiato (al momento dell’arresto, Cucchi non presentava segni di percosse; era tuttavia già molto magro, pesava circa 43 chili per 176 cm di altezza).
Nonostante l’evidente stato di malnutrizione di Cucchi e la sua difficoltà a camminare, il giudice stabilì per lui un nuovo processo e, nel frattempo, la detenzione a Regina Coeli. Le condizioni di Cucchi peggiorarono: venne visitato in ospedale, dove vennero messe a referto lesioni ed ecchimosi alle gambe, al viso, all’addome e al torace. Cucchi non venne tuttavia ricoverato. Stefano è morto il 22 ottobre all’ospedale Sandro Pertini.
Dopo la sua morte, vennero messi sotto accusa i medici dell’ospedale Pertini e gli agenti di polizia penitenziaria. Nel corso del processo d’appello, tutti gli imputati vennero assolti, ma la Cassazione dispose il parziale annullamento di tale sentenza. Nel settembre 2015, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo, per indagare sull’operato dei carabinieri la sera in cui Cucchi venne arrestato.
Fabio Anselmo, avvocato della famiglia Cucchi, e la sorella di Stefano, Ilaria, si sono detti felici del progetto cinematografico, che porterà il caso sul grande schermo.