Todd Haynes – Carol

Carol, diretto da Todd Haynes e tratto dal romanzo The Price of Salt di Patricia Highsmith, è un film che racconta di una storia d’amore che oggi non desta alcuno scalpore, ma che all’epoca, quando fu scritta, fu censurata.

La protagonista del film, Carol, interpretata da Cate Blanchett, sta per divorziare e sotto le feste natalizie si reca da Frankenberg un grande magazzino, con l’intenzione di comprare un regalo per sua figlia. Qui incontra una giovane commessa, Therese (Rooney Mara), che con un solo sguardo colpisce la sua attenzione. Complici i guanti di Carol dimenticati sul bancone, le due si incontreranno nuovamente, iniziando cosi una frequentazione ambigua agli occhi ciechi degli altri.

La trama non ha in sé nulla di particolare o sorprendente, è solo la storia d’amore tra due persone, un amore sincero e appassionato che va oltre le barriere di ciò che veniva definito normale. Dunque, cosa fa di quest’opera un film eccellente e assolutamente da vedere? La bellezza e la bravura di Cate Blanchett: non solo la sua bellezza fisica, ovvia, ma anche la bellezza della sua interpretazione, la sua aura che illumina ogni inquadratura, ogni angolo del film.

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La nostra artista ha vestito abiti molto diversi tra loro, come quelli di Galadriel nel Signore degli anelli o quelli di Bob Dylan nel film Io sono qui e, oggi, potrebbe riuscirci difficile immaginarla nei panni di questa donna fuori dal suo tempo, tanto fredda quanto elegante e capace di esprimere una passionalità fuori dal comune con un solo sguardo. Eppure la cosa risulta estremamente facile: forse perché le vesti di Carol le calzano egregiamente. Ciò che cattura la nostra attenzione, il punto focale del suo viso, sono gli occhi felini ed enigmatici, la bocca leggermente piegata in un mezzo sorriso che le dona quella giusta dose di ambiguità e sfrontatezza. Pare trattenere, nel suo modo di indossare i tailleur dell’epoca strettissimi in vita, una ribellione e la voglia spasmodica di essere sé stessa. Quegli abiti sembrano essere la metafora della sua condizione di donna, che vuole vivere il suo amore in totale libertà, senza costrizioni né limiti.

Una menzione speciale anche alla co-protagonista Rooney Mara, una bellezza d’altri tempi tanto da assomigliare, in qualche inquadratura, alla dolcissima e pura Audrey Hepburn, e che, come la Blanchett, sa parlare anche solo con uno sguardo.

Dunque una storia d’amore appassionata, ma mai volgare, che mette in luce come non si debba mai perdere il coraggio di essere sé stessi anche andando contro tutto e tutti, arricchita da atmosfere intense, mai melense, pregne di quegli anni ’50 fatti di cadillac, grammofoni, fumo di sigarette, fazzoletti in testa e grandi occhiali da sole, che celano con grazia i problemi di una vita che deve essere vissuta liberamente. Un film da non perdere.

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