Ennio Morricone parla del rapporto con P.P. Pasolini e Sergio Leone

In un’intervista sul quotidiano La Repubblica, Ennio Morricone ha raccontato la sua storia professionale con alcuni dei più grandi registi italiani del secolo scorso.
Rispetto al rapporto con Pier Paolo Pasolini, per esempio, il Maestro ha affermato:

Arrivò da me per Uccellacci e uccellini, il film con Totò. Mi diede una lista di brani da inserire e io gli dissi: mi diverto ancora a scrivere la mia musica, è venuto dalla persona sbagliata! Poi mi lasciò libero di comporre. Abbiamo fatto insieme cinque film. Però voleva che ci mettessi, per questioni scaramantiche, una musica persistente. In Uccellacci e uccellini fu il tema di un’opera di Mozart, e lo inclusi eseguito da un’ocarina. Gli bastava che ci fosse. In Teorema, sempre per superstizione, volle il Requiem mozartiano e io ne misi una citazione nascosta nelle dissonanze.

«Sono più tranquillo se il regista mi lascia fare ed evita di darmi consigli» ha continuato poi Morricone «Mi è anche capitato di registrare tutta la musica prima delle riprese: lo feci per C’era una volta in America. Volevo che Sergio Leone s’innammorasse subito della colonna sonora, e lui la usò sul set, mentre girava».
Proprio circa il rapporto con Leone, Morricone ha ricordato:

Avevamo fatto le elementari insieme. La prima volta che entrò a casa mia, chiedendomi la colonna sonora di Per un pugno di dollari, glielo ricordai ma non ci credeva. Allora gli mostrai la foto della terza elementare. Nacque subito un feeling […] Di solito ci intendevamo, però poteva essere insicuro. Ascoltava i temi al pianoforte e poi, dopo una settimana, tornava con la moglie o altri familiari per risentirli. Voleva anche i temi scartati dai registi con cui avevo lavorato. Non hanno capito niente, diceva, li prendo io».