“Into the wild truth”: la vera storia di Christopher McCandless

Christopher McCandless è ormai un mito, il simbolo della giovinezza, di chi ancora rischia senza porsi domande, anche se questo, nel suo specifico caso, lo ha portato dritto alla morte. Nell’agosto ’92, infatti, il suo cadavere venne ritrovato all’interno di un autobus abbandonato in un parco dell’Alaska: McCandless aveva solo 24 anni e pesava appena 30 chili, con tutta probabilità era morto di fame, anche se è ancora valida l’ipotesi di un avvelenamento, causato da dei semi tossici che il ragazzo non riconobbe e mangiò (ne parliamo qui).

Al di là della leggenda che si è creata intorno alla figura di Chris, c’è ancora chi lo considera un pazzo, un idealista che ha pagato a caro prezzo le sue illusioni. Ma Chris è anche il figlio e il fratello di qualcuno, e, il prossimo 30 aprile, arriverà nelle nostre librerie, edito da Corbaccio, Into the wild truth, il libro di Carine, sorella di Chris, che già aveva aiutato Jon Krakauer a scrivere la sua opera Into the wild. Allora la ragazza aveva chiesto all’autore di rispettare il silenzio su alcuni dettagli della vita famigliare del fratello: ora la donna ha scelto di parlare e di raccontare la sua verità. Quella che riguarda un padre violento, una madre sottomessa e la scelta di Chris di partire, «la cosa più sensata che potesse fare».

Carine tenta di giustificare alcune delle azioni di Chris, che non era un semplice sprovveduto, bensì un ragazzo in fuga da una famiglia “devastata” e “devastante”, alla ricerca di qualcosa di più profondo e autentico. Di seguito una clip da Into the wild, il film di Sean Penn tratto dal libro di Krakauer:

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