Sono ormai 15 anni che i lettori si chiedono se i Malaussène sarebbero mai tornati. A dare qualche speranza è proprio Daniel Pennac che a “Libri come” ha affermato «Mi metterò in contatto con loro. Forse li chiamerò» e ha aggiunto che, in caso, si troverebbero «in una società la cui evoluzione era inimmaginabile 25 anni fa, quando è nato il ciclo. Basta pensare ai telefonini, di cui vieterei l’uso in classe come nei film western […]. Benjamin Malaussène sarebbe sempre lì a navigare nel dubbio e i bambini riderebbero in faccia a questo vecchio saggio» [fonte ANSA].
L’edizione 2015 di “Libri come” era incentrata sulla scuola e anche Pennac ha voluto dire la sua sull’argomento: ha sottolineato il potere dell’istruzione di salvare tante vite dalla strada e dalla violenza, di dare una seconda opportunità a chi pensava di non averne alcuna. Ricordiamo che Pennac, a causa di una forma di dislessia, fu un pessimo studente, fino agli ultimi anni di liceo, quando incontrò un professore che comprese le sue eccellenti doti di scrittura e gli propose, al posto dei temi tradizionali, di scrivere un romanzo a puntate. Ottenuta la laurea in Lettere, Pennac divenne insegnante, oltre che scrittore. Il ciclo dei Malaussène (o “serie di Belleville”) iniziò nell’85 con Il paradiso degli orchi; l’ultimo volume della serie, La passione secondo Thérèse, risale al ’99.
Vi ricordiamo che de Il paradiso degli orchi è uscita nel 2013 anche la trasposizione cinematografica, protagonista di un episodio singolare: per il lancio italiano del film era stato creato un finto annuncio («cercasi capro espiatorio») che aveva raccolto in pochissimo tempo circa 200 candidature.
