La copertina di "Uomini che odiano le donne"

“Millennium”: il capolavoro di Stieg Larsson

Uomini che odiano le donne uscì postumo nelle librerie nel 2005. Si trattava del primo capitolo di una fortunata trilogia – poi proseguita con La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta –, un caso editoriale di enormi proporzioni, edito nel nostro paese dalla veneziana Marsilio. Il suo autore era Stieg Larsson, morto l’anno precedente di infarto a soli cinquant’anni, senza riuscire a completare il suo mastodontico proposito: una serie di dieci libri (di cui egli aveva già sviluppato un quarto e quinto volume), con protagonisti il giornalista di una rivista chiamata «Millennium», Mikael Blomkvist, e la hacker Lisbeth Salander.

Prima di parlare di Millennium, è il caso di ricordare alcuni dettagli della vita professionale di Larsson, il quale iniziò la sua carriera come critico letterario, finché l’assassinio a Stoccolma di cinque ragazzi, per mano di estremisti di destra, lo convinse a fondare una sua rivista, «EXPO», la cui linea editoriale antirazzista aveva lo scopo di contrastare le nuove spinte neofasciste che si stavano sviluppando in Svezia a metà anni Novanta. Larsson fu un vero e proprio esperto in materia, tenendo conferenze e seminari in tutto il mondo, e diventando stretto collaboratore di Scotland Yard a Londra, del Ministero della giustizia svedese e inviato per l’OSCE. Fino alla prematura scomparsa, Larsson era noto soprattutto per la pubblicazione di saggi e approfondimenti sui movimenti di estrema destra. La sua fama di romanziere è invece dovuta a Millennium, di cui egli, però, non conobbe mai il successo.

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Soprattutto in Uomini che odiano le donne il riferimento agli estremismi (nel caso specifico, al nazismo) è più forte che mai, ed è rintracciabile in alcuni dei Vanger, grandi protagonisti di una saga famigliare che coinvolgerà direttamente Blomkvist. Il libro parte proprio dal giornalista sospeso dal lavoro e prossimo a scontare una condanna di alcuni mesi di carcere per diffamazione nei confronti di un ricco finanziere, Wennerström. Mikael accetta la proposta del ricco magnate Henrik Vanger – specchio di una finanza ormai superata a beneficio di nuovi volti e nuovi nomi, come quel Wennerström che ha costretto Blomkvist alle dimissioni da direttore responsabile della rivista «Millennium» – di allontanarsi per un po’ da Stoccolma e di scrivere un libro sulla sua famiglia, proposito che cela il reale motivo per cui Vanger lo ha assunto: indagare sulla scomparsa della nipote prediletta, Harriet, sparita in circostanze misteriose quarant’anni prima.

Henrik è convinto che dietro all’episodio ci sia una membro del clan Vanger e, sebbene scettico circa il successo dell’impresa, Mikael accetta di trasferirsi a Hedestad, dove tutto è iniziato molti anni prima. È qui che entra in gioco Lisbeth Salander, giovane hacker il cui passato è avvolto nel più fitto mistero, che verrà svelato solo nei successivi due libri di Millennium. La ragazza collabora con Mikael nell’indagine Vanger fino a scoprire delle atroci verità, preludio a un epilogo davvero inaspettato.

Michael Nyqvist e Noomi Rapace in "Uomini che odiano le donne"
Michael Nyqvist e Noomi Rapace in “Uomini che odiano le donne”

Se Uomini che odiano le donne è un libro piuttosto indipendente per quanto riguarda la trama, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta sono indissolubilmente legati tra di loro, ed è proprio lì che la figura della Salander viene particolarmente approfondita. Di Lisbeth si sapeva solo che era stata affidata a un tutore, Nils Bjurman, che ne gestiva il patrimonio e che pretendeva da lei delle prestazioni di natura sessuale. Questo perché la Salander era stata dichiarata mentalmente instabile e quindi incapace di badare totalmente a se stessa. Con una sola parola Bjurman è perciò nelle condizioni di privarla del tutto della sua (parziale) libertà e, se con il suo primo tutore la ragazza era riuscita a costruire un rapporto di fiducia, con Bjurman Lisbeth si ritrova vittima degli sporchi ricatti dell’uomo, almeno fino a quando non elabora un astuto piano per metterlo fuori gioco. Questo in Uomini che odiano le donne: nel secondo capitolo di Millennium, Bjurman torna per un periodo, influenzando in maniera significativa il destino di Lisbeth, che si ritrova a combattere l’ennesima battaglia da sola. O quasi. Perché Mikael è di nuovo al suo fianco, non solo per aiutarla ad uscire da una trappola mortale, ma anche per mettere un punto fermo alla catena di ingiustizie di cui la Salander è vittima sin dall’adolescenza.

Nei libri due e tre, Larsson denuncia il malfunzionamento degli apparati statali, tracciando un profilo della Svezia ben diverso da quello a cui si è abituati. Il modello scandinavo viene messo in discussione: dietro alla facciata di Paese liberale e moderno si nascondono ingiustizie, soprusi, delitti e corruzione come in qualsiasi altro Paese del mondo. Il merito di Larsson – e quindi della sua trilogia – è stato soprattutto questo: quello di rompere in maniera definitiva con la tradizione del giallo scandinavo, ponendo nuove regole e rivoluzionando il genere. Se la vecchia guardia insisteva nel trattare temi di carattere sociale, riservando ad essi la serietà e la formalità del caso, nei libri di Larsson ampio spazio è dedicato al sesso e alla violenza, dettagli che, in fondo, rendono la lettura molto più coinvolgente: uno stile narrativo che ha trovato spazio anche in quello che è considerato un po’ l’erede dell’autore in patria, Lars Kepler, pseudonimo degli scrittori Alexander e Alexandra Ahndoril, che già dal loro L’ipnotista richiamano in maniera significativa il padre di Millennium.

Rooney Mara in "Millennium - Uomini che odiano le donne" di David Fincher
Rooney Mara in “Millennium – Uomini che odiano le donne” di David Fincher

Larsson arricchisce i suoi testi con descrizioni molto dettagliate sui luoghi dove si dipanano le trame, tra cui Stoccolma e Hedestad; inoltre, è molto accurato nei particolari di natura storica, politica, sociale e culturale; infine, traccia con molta attenzione il ritratto psicologico non solo dei due protagonisti principali, ma anche di tutti i personaggi che interagiscono con loro.

Il nostro consiglio è quello di leggere assolutamente questi libri e di recuperare le trasposizioni cinematografiche: l’intera trilogia è stata adattata sul grande schermo da Niels Arden Oplev (Uomini che odiano le donne) e Daniel Alfredson (La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta), con Noomi Rapace e Michael Nyqvist nei panni di Lisbeth e Mikael. In seguito, David Fincher ha realizzato a sua volta una rilettura di Uomini che odiano le donne, con protagonisti Rooney Mara e Daniel Craig. Negli ultimi tempi abbiamo parlato spesso della possibilità di vedere al cinema anche gli adattamenti degli ultimi due romanzi da parte di Fincher, anche se la Mara si è dimostrata piuttosto scettica circa questi progetti. Ma non è tutto: tornando ai libri, la notizia del 2015 è che il prossimo 27 Agosto uscirà in anteprima mondiale il quarto volume di Millennium, scritto dal giornalista svedese David Lagercrantz. Un appuntamento imperdibile per chi ha amato i primi tre libri e i suoi eroi, ed è curioso di conoscere soprattutto gli sviluppi della relazione tra Mikael Blomkvist e Lisbeth Salander.