Sam Taylor-Johnson – Cinquanta sfumature di grigio

Dunque, due parole su Cinquanta sfumature di grigio, pellicola di cui si sta ampiamente parlando in questi giorni. C’è chi dice che nel film il sesso c’è eccome, altri – soprattutto alcuni “professionisti del settore” – che lo deridono apertamente («Il bondage è un’altra cosa!»), per qualcuno riprende lo spirito e il contenuto del libro da cui è tratto, per altri è una delusione. Pareri opposti che, in fondo, ci si aspettava da un lungometraggio sulla bocca di tutti ancora prima di arrivare nelle sale.

La storia a grandi linee: c’è questa studentessa, Anastasia Steele (Dakota Johnson) che, un giorno, conosce il ricco e affascinante Christian Grey (Jamie Dornan). Un incontro destinato a non avere futuro, tanto che Anastasia tenta di dimenticare l’uomo, nonostante sia molto attratta da lui. Non sa che anche lei ha fatto colpo, suscitando l’interesse di Mr. Grey, tanto bello e carismatico quanto tormentato. Ben presto la protagonista scoprirà che Christian ha pure dei gusti sessuali alquanto particolari e, nello scoprire la doppia vita di Grey, anche lei entrerà in contatto con una parte di sé che non sospettava di possedere.

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Ognuno ha i suoi gusti e non metto in dubbio che Cinquanta sfumature di grigio a qualcuno possa anche essere piaciuto. Per me i titoli di coda potrebbero già partire dopo Christian Grey che pronuncia una delle sue frasi più celebri, «Io non faccio l’amore. Io scopo forte», affermazione che, in qualunque situazione normale, farebbe ridere a crepapelle ogni donna sana di mente (c’è da dire che un certo disagio lo si legge anche sul volto di Anastasia Steele).

Ma, tralasciando i contenuti che, ripeto, possono pure non interessare particolarmente la sottoscritta, ma essere apprezzati da altri, concentriamoci solo sul film: che, detto fra noi, non è poi così estremo. Tralasciamo anche la storia del bondage (lungi da me esprimere pareri “tecnici” a riguardo), ma forse aveva ragione l’autrice del libro, a questo punto era meglio inserire nella trasposizione più scene di sesso spinto, quantomeno sarebbero stati giustificati i preservativi trovati in sala e gli spettatori che si masturbavano durante la proiezione.

La Johnson è perfetta nella parte della verginella che si consuma il labbro inferiore a forza di morderselo. Per il resto ci si chiede per quale oscuro motivo un uomo così vissuto, ricco e bello come Christian dovrebbe particolarmente scomodarsi per una ventenne tanto sciatta. Lasciamo poi da parte il sentimento e la tragedia privata dei due protagonisti: se siamo andati al cinema è per vedere queste benedette scene di sesso, sperando in qualcosa di forte e audace. Purtroppo Cinquanta sfumature di grigio risulta a tratti più divertente che perverso e, allora, tanto vale pagare il biglietto per una commedia. E per il sesso, guardatevi un porno.

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