"Birdman": Iñárritu spiega il significato del film

È sicuramente uno dei film dell’anno, Birdman, pellicola con la quale il regista Alejandro González Iñárritu farà la voce grossa nell’imminente notte degli Oscar, alla quale si presenta con ben nove candidature. Ma se il film è riuscito a mettere d’accordo critica e pubblico, i riconoscimenti guadagnati mantengono all’oscuro il segreto che la pellicola si porta dietro ad ogni visione. In una intervista a Collider il regista messicano, insieme al direttore della fotografia Emmanuel Lubezki, ha cercato di fare luce su alcuni aspetti del film e su determinate scelte, come ad esempio quella di utilizzare il piano sequenza.

«Ho avuto l’idea del piano sequenza non appena mi sono reso conto che il film parlava di ego – ha detto Iñárritu -. Per capire e osservare davvero, ma soprattutto per sentire, dovevamo essere dentro la sua mente e il piano sequenza era l’unica soluzione. Con con questa tecnica viviamo un’esperienza simile alla nostra vita».

Non è della stessa opinione Lubezki, per il quale quella del piano sequenza è una scelta del tutto irresponsabile: «Lui è un pazzo, ma è quello che rende un artista tale. C’era bisogno di qualcuno dotato di grande coraggio, forza e curiosità per dirigere un’intera troupe, degli attori e una produzione in quel mondo. E’ stata una scelta coraggiosa… e irresponsabile».

I due cineasti ne hanno approfittato per tirare una stoccata al cinema moderno e al modo di giudicarlo di molto pubblico: «Il cinema è ormai solo intrattenimento, abbiamo smesso di esplorare nuove possibilità», ha detto Iñárritu. «Il finale del film non richiede una spiegazione razionale», ha chiosato Lubezki. «Non avete idea di quanta gente mi chiede se alla fine lui muore o no. L’emozione è molto più importante di qualcosa di didascalico o di espositivo».

Qui la nostra recensione di Birdman; a seguire il trailer: