«Chi ha ucciso Laura Palmer?». No, non è la classica domanda di qualche fan di Twin Peaks di David Lynch, o quasi. Nel senso che non stiamo parlando di un ammiratore qualunque negli anni Novanta, bensì di Michail Sergeevič Gorbačëv, ultimo presidente dell’Unione Sovietica.
Twin Peaks era la sua serie preferita: un telefilm made in USA, allora grande rivale, ai tempi della Guerra Fredda. Ambientato in una tranquilla cittadina poco lontana dal confine tra Canada e Stati Uniti, Twin Peaks era incentrato sul ritrovamento del cadavere di Laura, figlia di un avvocato e ragazza particolarmente popolare in città. Le indagini sul delitto venivano affidate all’agente Dale Cooper.
È Reflections: An Oral History of Twin Peaks di Brad Dukes a raccontare i retroscena del curioso episodio che vede protagonista il leader sovietico. Un giorno, Jules Haimovitz, presidente della Spelling Entertainment Inc., ricevette una telefonata da Aaron Spelling: il produttore chiedeva a Haimovitz di svelargli chi avesse ucciso la Palmer. Ma Haimovitz non conosceva la risposa e, su insistenza di Spelling, telefonò allo stesso Lynch, che però non gli fornì alcuna soluzione a riguardo («Anche perché a sua volta non ne aveva idea»). A quel punto Haimovitz chiese a Spelling chi fosse così interessato alla cosa e Spelling rispose di avere ricevuto una chiamata da Bush, a sua volta contattato da Gorbačëv.
Di una cosa siamo certi: l’ex segretario generale del PCUS è tra i milioni di fan che attendono con ansia la terza stagione della serie, prevista per il 2016, la quale sarà preceduta da un sequel in forma di romanzo.
