Olivier Assayas – Sils Maria

Anche se questo è senza dubbio il weekend di Interstellar di Nolan (qui la nostra recensione), tra i tanti titoli in programma nei cinema italiani (tra cui torneranno i prati di Ermanno Olmi) spicca Sils Maria di Olivier Assayas. Protagonista è un’ottima Juliette Binoche, perfetta nella parte di un’attrice di nome Maria, splendida quarantenne con alle spalle una brillante carriera, iniziata a diciott’anni nel ruolo di Sigrid, una ragazza che seduce e poi abbandona la matura Helena. A distanza di vent’anni, a Maria viene proposto di prendere parte a una nuova messa in scena dell’opera, questa volta a ruoli invertiti. L’incontro con Jo-Ann, la ragazza che dovrà interpretare la parte di Sigrid, spinge Maria a una sofferta riflessione sul passare del tempo.

 

 

Sils Maria mette in scena un continuo confronto dialettico tra coppie di donne, tra Maria e la giovane Jo-Ann, tra Sigrid ed Helena, tra Maria e Valentine, l’assistente dell’attrice, il cui sostegno è forse qualcosa di più di un mero rapporto professionale (e, per questo, costituisce il grande fulcro emotivo del lungometraggio). La mente corre ad Eva contro Eva, capolavoro di Joseph L. Mankiewicz, incentrato sul legame tra la matura stella di Broadway Margo Channing (Bette Davis) ed Eva Harrington (Anne Baxter), una giovane ammiratrice che pian piano riesce a insinuarsi nella vita della diva: in Sils Maria si ripete l’eterno scontro tra giovinezza ed età adulta, di una donna che nella ragazza riconosce se stessa molti anni prima. Per Maria è difficile entrare nel nuovo ruolo («Io sono Sigrid. E voglio rimanere Sigrid»), perché ciò significherebbe riconoscere i segni lasciati dagli anni sul suo volto e, soprattutto, sulla sua anima.

 

Sils Maria è un film quasi perfetto da un punto di vista narrativo, dove introspezione psicologica, dramma e anche una certa eleganza formale si fondono, creando uno spettacolo davvero piacevole. Juliette Binoche è in splendida forma e non è escluso che, per questo ruolo, possa addirittura ambire all’Oscar. Ma se delle qualità della Binoche eravamo tutti abbastanza certi, la grande sorpresa, stavolta, è rappresentata da Kristen Stewart, la cui impeccabile e incredibilmente intensa performance l’ha trasformata nel perno delle ossessioni della protagonista. Completa il quadro Chloë Grace Moretz (Jo-Ann) specchio di una nuova generazione di adolescenti, di cui è l’idolo per eccellenza. “Specchio” è proprio la parola adatta per definire il gioco di riflessi in Sils Maria, che culminerà in una sparizione, scena chiave del film. Infine, Maria riuscirà a superare le sue nevrosi, abbandonando ciò che è stata per entrare, al meglio, nella sua nuova parte (e stagione della vita)? Fondendo realtà e finzione Assayas tenta una risposta alla domanda, che però rimane incerta o, meglio, oggettiva, racchiusa negli occhi di chi guarda, nel film, così come tra il pubblico.

 

 

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