Iggy Pop, splendido intervento su musica e capitalismo (e U2)

Scomparso esattamente dieci anni fa, John Peel è stato uno dei più grandi e importanti dj e conduttori radiofonici al mondo (basti pensare alle sole “Peel Sessions”, le esibizioni live di grandi musicisti ospiti della sua trasmissione su BBC Radio 1). Per questo, in suo onore, ogni anno BBC Radio 6 organizza una John Peel Lecture, ovvero un’intervento su un tema caldo dell’industria musicale affidato ad un nome di spicco della musica o della comunicazione.

Quest’anno è toccato ad Iggy Pop, che ha affrontato la questione dei rapporti tra musica e capitalismo in un intervento dal titolo Free music in a capitalist society. In uno dei passaggi cruciali, com’era prevedibile, l’Iguana ha parlato anche dell’ultimo disco degli U2, Songs of innocence, distribuito gratis via iTunes tramite un accordo con Apple. «Le persone che non vogliono il disco degli U2 in free download stanno cercando di dire: non provare a forzarmi. E non hanno torto. Una parte del processo, quando compri qualcosa da un artista, è una specie di momento sacro, stai donando amore. È una tua scelta quella di dare o meno. Stai dando una parte di te stesso, oltre al denaro. Ma in questo caso, facendo a meno della convenzione, probabilmente alcuni si sono sentiti defraudati della possibilità di scegliere. E hanno ragione».

Insomma Iggy si schiera dalla parte degli utenti Apple che, dopo il regalo, lo scorso settembre, di Songs of innocence, hanno protestato fino ad ottenere dall’azienda di Cupertino la creazione di un tool per rimuovere l’album scaricato. Il discorso si è poi allargato fino a toccare il tema della pirateria, e anche qui l’Iguana ha le idee chiare. «Credo che perseguire qualche studente perché ha condiviso un file è come quando 200 anni fa si mandava in Australia un poveraccio per aver mangiato un coniglio del latifondista. È così che deve sembrare a quei poveretti che vogliono soltanto vedersi un merdoso film gratis dopo aver lavorato a morte per tutto il giorno da Tesco [una catena di supermercati] o da qualche altra parte».

In un altro passaggio, Pop si è poi detto d’accordo che la sua musica finisca negli spot («se la mia unica fonte di reddito fosse la musica, dovrei lavorare al bar dei locali in cui suono, tra un concerto e l’altro») e ha sottolineato come la musica migliore venga dalle label indie. Infine, il frontman degli Stooges ha concluso con una serie di splendidi consigli: «Sognate. Siate generosi, non siate taccagni. Per favore… La vita è caotica, perciò lavorate sodo per diversificare le vostre abilità e i vostri interessi. State alla larga dalle droghe e da chi giudica il talento. Organizzatevi. Grandi o piccoli, aiuta sempre. Vorrei che faceste meglio di quanto non abbia fatto io. Tenete i vostri sogni al riparo dal fetido business, o impazzirete, e il denaro non vi salverà. Fate attenzione a conservare una via d’uscita spirituale. Non vivete per questo gioco perché non ne vale la pena. Aggrappatevi alle vostre speranze. Sapete voi quali sono. Sono un fatto privato. Definiscono quello che siete e se perseverate verrete ripagati. Spero che questo vi renda felici. È come va a finire che conta, e davvero le cose migliori nella vita sono gratis».

Potete ascoltare l’intervento di Iggy Pop a BBC Radio 6 a questo link: il podcast sarà disponibile per sole quattro settimane. A questo link, invece, la trascrizione integrale dell’intervento.

Pop nel frattempo sarà protagonista del nuovo film di Dario Argento, The sandman. Qui sotto, il video di uno dei suoi classici, Lust for life: