«Il cinema non rispecchia più il paese reale. Scola, Monicelli, Lattuada, Antonioni o Sordi hanno modificato l’Italia attraverso il cinema. Oggi invece solo la televisione lo fa ed io, senza essere schizzinoso, mi sono avvicinato a questo mondo».
Non è uno che le manda a dire Pupi Avati. Sono state queste infatti le parole che il regista ha pronunciato dal palco della sala Regina della Camera dei Deputati in occasione della consegna del “Premio Conchiglia Moige” al suo Un matrimonio, miniserie andata in onda quest’inverno su Rai 1 con ottimi risultati.
Una esperienza televisiva talmente positiva che ha portato Avati a riprovarci: «Tra poco inizieranno le riprese di un nuovo tv movie intitolato La luce negli occhi. È il racconto di bambini che arrivano da un altro mondo, dall’inferno, ma hanno negli occhi l’attesa e la speranza. Sono bimbi che vinceranno perchè è difficile spegnere l’attesa e la speranza». Un racconto di immigrazione quindi, ma dal punto di vista insolito dei bambini.
