Andrea Pazienza, “Cannibale” e Fandango

Andrea Pazienza è nato nelle Marche, è cresciuto in Puglia e ha studiato in Abruzzo e poi a Bologna, abbandonando il DAMS a due esami dalla laurea. Nel 1977 entrò a far parte del progetto della rivista Cannibale (di breve durata, soli due anni), un’esperienza importante per Paz, che seguiva di poco la prima apparizione di Pentothal. Quella con Cannibale fu una collaborazione prolifica, venata dalla sottile ironia e dalle doti di satira sociale del Pazienza, affiancato da un gruppo di colleghi altrettanto brillanti.

L’artista dimostrò una capacità innata nel passare da un registro all’altro, senza per questo perdere una sua identità personale: sia in Cannibale sia nei successivi lavori, Pazienza spaziò nei generi più vari, saltando con agilità dal grottesco al comico, indagando le emozioni, i sentimenti e il modo di rapportarsi col suo pubblico. Cannibale è pure il nome del volume da poco pubblicato da Fandango, che dal 2005 ha intrapreso la ripubblicazione dell’intera opera di Paz.

Una vita spezzata presto, a soli 32 anni, in una notte d’estate del 1988: secondo la testimonianza di Sergio Staino, che gli avrebbe prestato del denaro, Pazienza comprò dell’eroina, che gli causò la morte per overdose. 

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