Michael Mann – Strade violente

Michael Mann è sicuramente uno dei registi più interessanti e talentuosi del cinema d’azione contemporaneo. I suoi thriller sono caratterizzati da una grande cura per i dettagli e dalla ricerca di un realismo degli ambienti e dei caratteri umani: Mann mette da parte la divisione retorica in buoni e cattivi (anzi la sconvolge come nel caso della polizia corrotta), i suoi protagonisti sono uomini contesi tra volontà buone e un proprio lato oscuro. Elementi che potrebbero avvicinare i suoi film a quelli di Scorsese (il titolo europeo del film di cui parliamo fa pensare a Mean streets ma uscì in America come Thief), tuttavia una differenza sta nella rappresentazione del prediletto contesto criminale che in Mann si avvicina ad una cupa estetica noir. Dopo il successo televisivo di Jericho Mile, Strade violente è il suo primo film per il cinema, un heist movie (film di rapine) che già raccoglie in sé gli stilemi caratterizzanti le opere successive. Il soggetto viene dal romanzo The home invaders di Frank Hohimer (pseudonimo del vero rapinatore John Seybold).

Il film ruota attorno ad uno specifico protagonista, Frank (una delle migliori interpretazioni di James Caan), un ladro professionista di Chicago divenuto milionario dopo il successo di svariati colpi, andati a segno grazie alla collaborazione dell’amico Barry (James Belushi) ed alla propria eccezionale abilità, acquisita dal suo mentore Okla (Willie Nelson) mentre scontava con lui una pena carceraria.

Eppure Frank non è soddisfatto della sua vita. Né le proficue attività di copertura, comprate con i proventi dei furti, né i milioni in banca lo rendono appagato: ma dopo aver incontrato Jessie (Tuesday Welt) si fa più vicino il suo ottimistico progetto, sviluppato in cella e raffigurato in un collage cartaceo che porta con sé, di un futuro “pulito” condiviso con moglie e bambini. Progetto che dovrebbe avere inizio con un grande colpo finale da centinaia di migliaia di dollari, proposto dal boss locale Leo (Robert Prosky), apparente alleato (aiuta Frank e Jessie ad adottare un figlio) ma in realtà subdolo manipolatore, una delle tante spietate personalità di una Chicago corrotta fino al midollo.

Strade violente è un ottimo film neo-noir, cinico e immerso in un’atmosfera notturna e umida nella quale i personaggi si muovono come ombre, il tutto accompagnato dalla suggestiva colonna sonora elettronica firmata Tangerine Dream. Vero protagonista del film non è in ogni caso l’azione (che è comunque gestita con bravura come dimostra la sequenza finale della sparatoria) ma Frank, un personaggio tormentato poiché diviso tra un passato che vuole dimenticare ed un futuro immaginato all’insegna di una vita coniugale senza macchie: questo tentativo disperato di conciliare lavoro sporco e un’esistenza normale tornerà in un successivo (e altrettanto pessimsitico) film di Mann, il bellissimo Heat – La sfida, nei personaggi avversari interpretati da De Niro e Al Pacino.

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