Arcade Fire e Karen O: come suonano gli Oscar 2014

Gli Oscar 2014 si tingono di indie. Nella cinquina delle nomination per la migliore canzone originale, infatti, compaiono i nomi di Arcade Fire, Karen O (frontwoman degli Yeah Yeah Yeahs) e di Owen Pallett. Merito di Her, la pellicola di Spike Jonze, alla cui soundtrack hanno partecipato a vario titolo.

Gli Arcade Fire e Owen Pallett hanno ricevuto la nomination per il lavoro sull’intera colonna sonora (in cui figura anche un’altra grande indie band, i Breeders): dovranno vedersela contro The book thief del gigante John Williams (il prediletto da Steven Spielberg, cinque volte premio Oscar), Gravity di Steven Price, l’Alexandre Desplat di Philomena (per lui, sei nomination e mai nessuna vittoria) e la soundtrack di Thomas Newman (anche lui nominato 10 volte, ma sempre a bocca asciutta) per Saving Mr. Banks.


Una corsa tra avversari agguerriti, insomma, in cui gli Arcade Fire e Owen Pallett rischiano di pagare la loro inesperienza: è infatti la prima nomination per entrambi. Malgrado il Golden Globe conquistato di fresco, è stato escluso dalla cinquina Alex Ebert, autore del commento sonoro di All is lost di J.C. Chandor e frontman delle band indie folk Ima Robot e gli Edward Sharpe and the Magnetic Zeros. Per non parlare di Rick Smith degli Underworld (In trance), Mike Patton (Come un tuono) e M83 (Oblivion), che erano in lista ma non ce l’hanno fatta a centrare l’obiettivo della candidatura. Peccato, ma è comunque un altro segno dell’importanza acquisita anche ad Hollywood dal rock indipendente, dopo le vittoria del 2011 di Trent Reznor e Atticus Ross per The social network.

Passiamo alla categoria delle migliori canzoni originali. The moon song di Karen O, inclusa in Her, è affiancata da Happy di Pharrell Williams (è contenuta in Cattivissimo me 2), Alone yet not alone di Bruce Broughton e Dennis Spiegel (da Alone yet not alone) e Let it go di Kristen Anderson-Lopez e Robert Lopez (dal fortunato film Disney Frozen, cantata da Idina Menzel, ma anche Demi Lovato ne ha inciso una versione). Bella sfida anche questa, non c’è che dire: se non ci fossero pure gli U2 di Ordinary love, brano tratto da Mandela: long walk to freedom e premiato di recente ai Golden Globe, per Karen O sarebbe stato decisamente più facile spuntarla.

Esclusi dalla selezione Dave Grohl con Sound City (dall’omonimo documentario da lui stesso diretto), Rise up di Beyoncé (per Epic), 100$ bill di Jay Z (da Il grande Gatsby) e Ron Burgundy con Doby (Anchorman 2: the legend continues). Per la cronaca, l’anno scorso vinsero Mychael Danna per Vita di Pi tra le colonne sonore e Skyfall di Adele (da Skyfall) tra le canzoni. Potrebbe essere, questo 2014, l’anno di una doppietta indie: lo scopriremo il prossimo 2 marzo, durante la cerimonia ufficiale degli Oscar, in programma al Dolby Theatre di Hollywood.