Bernardo Bertolucci si è detto pentito per la sodomia su Maria Schneider in Ultimo tango a Parigi.
È stato il regista in persona a svelare i retroscena della famosa sequenza: «L’idea di come girare questa scena è venuta a me e a Marlon Brando mentre stavamo facendo colazione seduti sulla moquette dell’appartamento parigino. Ad un certo punto lui ha cominciato a spalmare del burro su una baguette: subito ci siamo dati un’occhiata complice. Abbiamo deciso di non dire niente a Maria per avere una reazione più realistica».
Colpevole, quindi, di un atto immorale? Bertolucci non ne sembra convinto: «Maria voleva fare cinema a tutti i costi, era molto giovane, aveva appena vent’anni all’epoca del film. Per tutta la sua vita, poi, è stata molto rancorosa sia nei miei confronti che nei confronti di questo film. Rancorosa perché si è sentita sfruttata […] lei aveva un’intelligenza istintiva. Non aveva i mezzi per filtrare quello che le è successo».
Nonostante sia stato proprio Ultimo tango a Parigi a regalarle la notorietà, la Schneider (scomparsa nel 2011 a soli 58 anni) ha sempre ammesso di essersi sentita manipolata da Bertolucci, poiché quella scena di sesso anale non era contemplata nel copione. Per Maria, gli anni successivi al film furono segnati da disturbi psichici e abuso di sostanze stupefacenti. Solo all’indomani della sua morte, Bertolucci, per la prima volta, ha ammesso il suo desiderio di scusarsi con l’attrice.
