La modernità corre sui binari della ferrovia – rigorosamente privati. Il progresso incalza, e dall’oggi al domani gli operai della British Rail Paul, Mick, John, Gerry, Len e Jim si trovano a lavorare per un’azienda che ha cambiato proprietario e soprattutto che compete nel mercato. E come si compete realmente nel mercato? Non puntando alla qualità del servizio, ma riducendo drasticamente i costi, compresi quelli per la sicurezza. Risultato: Jim, nel corso di un’operazione di manutenzione di una linea, viene travolto da una locomotiva.
Paul, Mick e gli altri aggiunge un altro prezioso tassello al cinema proletario di Ken Loach. Lo fa con quel tipico tratto realista, con quell’anti-retorica del quotidiano cara all’autore di Terra e libertà, che illumina esistenze che le “magnifiche sorti e progressive” del neoliberismo tatcheriano (decantate da un vhs aziendale dal titolo The age of change) schiaccia senza pietà. Paul e i colleghi si trovano a scontare le conseguenze drammatiche dalla privatizzazione della British Rail. L’azienda gli offre una buonuscita, ma loro non ne vogliono sapere, consapevoli del gioco al ribasso sulla propria pelle che si aprirebbe se cedessero alle sirene delle agenzie interinali. Tuttavia, ci sono figli e famiglie da matenere, e dunque alla lunga tutti finiscono con l’accettare l’assegno della società e col rivolgersi ai centri per l’impiego.
Della (brutta) aria che tira se ne accorge Mike proprio in uno dei primi colloqui. L’uomo scopre che non solo non avrà la copertura sanitaria, ma neppure gli saranno rimborsate le spese per il trasporto. Mike accetta il lavoro, ma quando solleva la questione della sicurezza, facendo notare al capo della squadra allestita per un lavoro di manutenzione lungo una tratta che nessuno degli operai (tranne lui) ha esperienza, gli viene fatto rapporto e rimane senza lavoro per settimane. Quando finalmente ha una seconda occasione, si ritrova assieme ai colleghi ed amici di sempre, Paul, John, Gerry e Jim: proprio quest’ultimo, durante la messa in sicurezza di un segnale lungo un binario attivo, complice l’assenza di un sistema di segnalazione, viene travolto da un treno in piena corsa.
Con Paul, Mick e gli altri, Loach racconta la progressiva perdita di speranza, l’arretramento delle frontiere della dignità e del peso dell’uomo in un mondo di capitalismo arido e disumano, che sacrifica tutto all’ossessione per la produttività e rende impossibile ogni solidarietà sociale. Al solito, perfetta la descrizione degli ambienti, umanissimi e più che credibili i caratteri, e brillanti gli innesti umoristici. Tra le migliori pellicole di Loach.
