Si scrive !!! e si proununcia “chk chk chk” (è un’onomatopea: bisogna far schioccare la lingua contro il palato): insomma, cercarli su Google non è facile per niente. Un’irrintracciabilità che la dice lunga sul perché Nic Offer e soci siano lì, da dodici anni e cinque dischi: non certo per i titoli della stampa e l’hype. Malgrado sia emersa in un periodo decisamente fertile per il revival post-punk (Strokes, Interpol, Franz Ferdinand), la formazione americana ha giocato a sparigliare le carte, complicando il punk-funk con innesti dance/house e un approccio da jam che ha forse in Myth takes (2007) il suo frutto migliore.
Onomastica a parte, se non sono esplosi realmente, i !!!, lo si deve ad uno scarso appeal: i loro brani non suscitano né il brivido intellettuale dei Talking Heads né quello più viscerale dei Gang of Four, e anche quanto a ruffianeria “pop” siamo lontani, ad esempio, dai Bee Gees o da nu-raver tipo Klaxons. Thr!!!er, il nuovo disco, soffre di questi stessi problemi: i nove brani che lo compongono sono pure intriganti (anche se mai quanto il titolo della raccolta), ma faticano ad impressionare o, se preferite, impressionano meno di quanto potrebbero/dovrebbero. Il sound è orientato alla disco: c’è meno politica e più riflessioni su amore, crescita, morte – la vita, insomma -, ma più che un album adulto, Thr!!!er sembra un pelo piatto, persino troppo ricercato.
Il groove, i falsetti, le chitarrine funky, le linee di basso pronunciate: c’è tutto l’arsenale in Even when the water’s cold, ma qui come altrove i cliché sono declinati secondo un umore fosco, non propriamente votato all’edonismo. Il sound punta all’atmosfera, come in Get that rhythm right, trovando sfumature lounge non disprezzabili, a dire il vero. Fine fine fine è più incalzante ma ugualmente sinistra, così come Except death, sempre sul punto di cedere ai nervi: proprio quest’ultima sviluppa più di altre la caratteristica attitudine alla jam dei nostri, con una lunga parte non cantata. Thr!!!er, però, non è Myth takes, non ha la stessa passione per le lunghe divagazioni strumentali, e dunque il conto dei minuti si ferma a 4′ e 37”.
One girl/one boy fa capire perché gli !!! non sono i Daft Punk: gli manca la scintilla, la vitalità contagiosa che fa del nuovo singolo del duo francese, Get lucky, un numero da fuoriclasse. I (chk chk chk) sono bravissimi a inserire una chitarra spagnoleggiante e un flauto e metterli a proprio agio nelle tessiture dance/house di Careful, meno (molto meno) a trasmettertene la necessità, fisica prima che intellettuale. Peccato, perché di materiale per lavorare bene ce ne sarebbe, e tanto anche.
