Nasce «The Global Hamlet», l’esperimento italiano di crowdsourcing letterario

Tradurre, illustrare ed annotare l’Amleto di Shakespeare unendo contributi provenienti da ogni parte del mondo attraverso il web: è questo l’obbiettivo di «The Global Hamlet», progetto ideato da Simone Barillari, saggista e traduttore (ha scritto, tra gli altri, di Ernest Hemingway, Jack London, Leonard Cohen e Michel Houellebecq), e presentato alla recente edizione di «Più libri più liberi».

L’esperimento, che dovrebbe partire ad ottobre 2013 con l’apertura definitiva del sito ufficiale, intende applicare l’intelligenza collettiva alla letteratura, generando così un “autore collettivo”. Il meccanismo prevede che i contributi alla traduzione e alle note, forniti da utenti registrati al sito, siano “amalgamati” da un gruppo di editor esperti, tra i quali ci sarà Riccardo Duranti (già traduttore di Raymond Carver, Philip Dick e Richard Ford). L’obbiettivo di quella che si annuncia come la più grande opera di crowdsourcing applicata alla letteratura, è la produzione di un libro, che sarà pubblicato nel 2014, in occasione dei 450 anni dalla nascita di Shakespeare: oltre che in Italia (dove sarà edito da Feltrinelli), il volume uscirà in Spagna, Argentina e Olanda (ma sono in corso anche trattative con case editrici inglesi, francesi e tedesche).

«L’Amleto – si legge sul Che-fare.com (dove potete votare il progetto e finanziarlo) – è il primo di una serie di classici collettivi»: l’esperimento, infatti, intende porsi come «ecosistema della letteratura, creando una comunità di lettori autoriali, che abbiano un rapporto attivo e fattivo con la letteratura, e che concorrano alla cura di ciò che leggeranno».

Nel team di «The Global Hamlet», oltre a Barillari, ci sono Corinna Bottiglieri (docente di Lingua e letteratura mediolatina alla Sapienza), Nefeli Misuraca (regista, traduttrice e giornalista per «Il Manifesto»), Bianca Sacchetti (già addetta stampa per Treves e Quodlibet) e Fiona McMorrough (fondatrice e CEO di FMcM Associates). Tra i patrocini ottenuti dal progetto, quelli delle università Sapienza di Roma e Cattolica di Milano, dell’Université de Liège e dell’Universidad Complutense de Madrid.

Qui sotto, un video che illustra l’iniziativa:

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