È morto oggi negli USA Ravi Shankar. Il musicista e compositore indiano, famoso maestro di sitar, era stato ricoverato per problemi respiratori. Era considerato un “ambasciatore culturale” dell’India.
Nato a Varanasi il 7 aprile 1920 da una famiglia bramina, Shankar divenne presto famoso in India come compositore di musica classica e virtuoso del sitar. La svolta “internazionale” arrivò nel 1966, quando, a Londra, conobbe George Harrison in casa di amici comuni. Il musicista inglese si fece dare lezioni di sitar (che perfezionò l’anno seguente in India) e volle Shankar nel cast del Concert for Bangladesh del 1° agosto del 1971: la manifestazione, svoltasi al Madison Square Garden di New York, raccolse fondi per il paese, da poco resosi indipendente dal Pakistan dopo una lunga e sanguinosa guerra. L’album tratto dal concerto valse a Shankar il secondo Grammy della carriera (in totale saranno tre). Prima del Concert, però, il musicista aveva già suonato al Festival di Monterey (1967) e a Woodstock (1969).
Negli anni ’70, Harrison e Shankar si imbarcarono in una serie di tour in USA ed Europa: nel 1974, il ritmo frenetico provocò a Shankar un infarto. Tra gli eventi significativi della sua carriera artistica, un’altra collaborazione, stavolta con Philip Glass: il soldalizio produsse un album, Passages, nel 1990.
Di recente, Shankar aveva ricevuto una nomination ai Grammy 2013. Lascia le figlie Anoushka e Nora Jones (mai riconosciuta ufficialmente).
Qui sotto, il video relativo alla performance del musicista a Monterey, nel 1967:
