Addio a Moebius

Moebius, uno dei massimi esponenti del fumetto contemporeaneo, se n’è andato ieri, all’età di 73 anni, dopo una lunga malattia.

Nato a Nogent sur Marne, alle porte di Parigi, l’8 maggio 1938, Jean Giraud (questo il vero nome) esordisce a soli 18 anni con la striscia “Frank e Jeremie” per il magazine “Far West”. Il primo periodo della sua produzione è però caratterizzato dalle avventure del tenente Blueberry, personaggio creato assieme allo scrittore belga Jean-Michel Charlie. È nel 1963 che Giraud adotta lo pseudonimo Moebius per inaugurare la sua collaborazione con il satirico “Hara-Kiri”.

Dopo dieci anni di silenzio ritorna a disegnare per “Métal Hurlant”, rivista da lui stesso fondata, approfondendo tematiche legate alla fantascienza. In questo periodo, l’arte di Moebius s’intreccia con quella cinematografica: dall’amicizia con Alejandro Jodorowsky nasce il progetto di una trasposizione per il grande schermo di Dune, il primo capitolo della saga creata da Frank Herbert. Sarà David Lynch a concretizzare l’idea nel 1984.

La collaborazione con l’artista cileno frutta anche la saga de “L’Incal” (1981-1988), incentrata sulla figura del detective John Difool e ambientata in uno scenario futuribile ma senza rinunciare a riferimenti alchemici e simbolismi esoterici. L’impatto di Moebius sul cinema è stato fondamentale: basti pensare a The Long Tomorrow (1976), tratta da un romanzo di Dan O’Bannon, che avrà un’influenza straordinaria sul Ridley Scott di Blade Runner (1982) e su tutta una successiva filmografia cyberpunk. Anche Federico Fellini ha reso omaggio al francese, battezzando uno dei personaggi del suo Casanova Dr. Moebius.

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