Cinque serate in cinque mesi, ciascuna dedicata ad un “elemento” naturale, con cinque direttori artistici speciali: da stasera, all’Angelo Mai Occupato, parte il Go Dai Fest, ideato da Daniele “ilmafio” Tortora e Rodrigo D‘Erasmo. Sarà Fritz da Cat (ovvero Alessandro Civitelli, produttore hip-hop) il padrone di casa del primo appuntamento, ispirato alla “terra”: a partire dalle 22:30, al numero 55 di viale delle Terme di Caracalla, si alterneranno sul palco Cane Secco, Rapcore ed Ercosta, tutti nomi di punta della scena rap italiana, cui seguirà da un DJ set dello stesso Fritz da Cat.
Nelle prossime serate, una al mese fino a maggio, direttori artistici saranno Enrico Gabrielli (Calibro 35), Roberta Sammarelli (Verdena), Xabier Iriondo (Afterhours), Giulio Ragno Favero (Il Teatro degli Orrori) e Manuel Agnelli (Afterhours). Il festival, stando agli organizzatori, nasce dal desiderio «di assistere a performance non convenzionali potendo tracciare un filo comune tra tutte. Ogni direttore artistico interpreterà a suo modo questo canovaccio partendo dal proprio elemento d‘origine per avvicinarlo agli altri». Nella filosofia giapponese, i “go dai” sono i cinque elementi naturali: «ogni manifestazione dell‘essere umano, a partire da esso stesso è una fusione, più o meno equilibrata di questi elementi – si legge nella nota stampa -. La musica li unisce perfettamente, appartiene ad ognuno e da ognuno si genera e si propaga alla ricerca degli altri. In Go Dai Fest ciascun elemento rappresenterà una chiave espressiva differente».
Il tema della serata organizzata da Fritz da Cat è il “Ki”, la “terra”: «non vi è elemento più indicato da associare alla prima serata di Go Dai», ha spiegato Civitelli, in quanto l’hi-hop è «probabilmente la forma d’espressione occidentale più egotica, egocentrica, autoreferenziale che il secolo scorso abbia partorito».
Qui sotto, un video di presentazione delle serate:
L’Angelo Mai è stato occupato lo scorso 18 ottobre per protestare contro una misura della giunta Alemanno, che ha costretto alla chiusura il bar dello storico spazio autogestito: i minori introiti stanno così mettendo a rischio la sopravvivenza dell’Angelo Mai.
