Di lui Voltaire diceva «l’homme de génie et grand poète». John Wilmot, conte di Rochester, è sicuramente una delle figure più controverse legate al periodo della Restaurazione inglese. Amico di re Carlo II, egli fu, oltre che letterato, anche cortigiano ed esponente del movimento libertino, insieme all’italiano Vanini e al francese De Sade. Muore a soli 33 anni di sifilide, dopo aver contratto anche la gonorrea, la cirrosi epatica e altre malattie veneree.
Rochester possedeva una doppia vita: da una parte sposo affettuoso di Elizabeth Malet, dall’altra dedito agli eccessi e al culto del piacere fisico. Egli apparteneva alla Merry Gang, di cui faceva parte, tra gli altri, anche George Etherege, uno dei più noti rakes del tempo, i cui spettacoli teatrali vennero finanziati da Rochester stesso. È durante le sue assidue frequentazioni dei palcoscenici che il conte incontra Lizzie Barry, una mediocre attrice che egli si propone di far diventare la più grande interprete di tutti i tempi.
Dopo aver offeso il sovrano con un componimento irrispettoso, Rochester è costretto alla fuga e per mesi si nasconde, travestendosi da dottor Bendo, un fantomatico guaritore da malattie sessuali, impotenza e infertilità. Non è tutto: una notte provoca una rissa in cui il suo giovane amante, Billy Downs, viene ucciso. Ateo per tutta la vita, Rochester si converte in punto di morte. Molti dei suoi scritti sono stati bruciati, mentre in quei pochi giunti a noi l’istinto e gli impulsi vengono esaltati a discapito della ragione: di Satire against mankind sono i versi «vorrei essere un cane, una scimmia, o un orso, o tutto tranne quell’animale vanitoso, che è così orgoglioso d’essere razionale».
In The libertine lo spettatore viene messo in guardia sin dall’inizio del film: Rochester non ha nessuna intenzione di piacere. A vestirne i panni è Johnny Depp, che si conferma uno dei migliori attori in circolazione, capace di costruire una lunga carriera professionale lontano da ruoli e generi standard: anche se siamo ormai tutti abituati ad associarlo ai personaggi di Tim Burton, è indubbia la sua capacità di passare abilmente dalla commedia al dramma, dal conte di Rochester, al pirata Jack Sparrow, al padre/fratello di Buon compleanno Mr Grape e via dicendo. Insieme ad altre pellicole sullo stesso tema (tra cui ricordiamo Quills del 2000, che narra gli ultimi anni di vita del marchese De Sade), The libertine porta sullo schermo una delle più interessanti figure di letterato libertino, che umilia i potenti mediante una feroce satira, scritti ironici, pungenti, diretti e senza filtri. Citando la celebre frase di Edward Bulwer-Lytton: «la penna è più potente della spada».
