Guillermo Fadanelli Fango

Guillermo Fadanelli – Fango

«E su questo vorrei essere chiaro: sono sempre stato un uomo di media intelligenza, incapace di portare all’estremo vizio alcuno. Tutto sommato sono un uomo mediocre, e non mi vergogno di confessarlo. Non sono intelligente né vizioso. Lo so perché posso fare il confronto con altri uomini. […] Le mie passioni sono sempre state anemiche, tiepide, fino al giorno in cui Flor Eduarda è entrata nella mia vita e tutto è cambiato. […] Senza di lei la mia vita sarebbe stata insulsa come una buccia di banana».

Così scrive, ad un certo punto nella sua cronaca, Benito Torrentera, l’io narrante di Fango, il romanzo diGuillermo Fadanelli pubblicato in Italia da Marco Tropea Editore. Attraverso le sue parole si può facilmente comprendere lo schema che sottostà al libro. L’anonimo protagonista, un cinquantenne frustrato, trova nella poco più che ventenne Flor Eduarda il vizio perfetto capace di rendere memorabile una vita altrimenti mediocre e noiosa. Lei, commessa in un supermercato scappata dopo un crimine, cerca protezione, in cambio della quale è pronta ad offrire il proprio corpo; lui, professore di Filosofia, trova nel possedere quelle giovani carni una morbosa felicità che mai nessuna “idea” gli aveva dato. Lui in fuga da un presente che eternamente ritorna uguale a se stesso, lei da uno scomodo “passato recente”. Insieme affrontano un lungo viaggio che da Città del Messico li porterà in una cittadina dello stato di Michoacán, dove si consumerà l’epilogo.

Ai lettori pronti a puntare il dito contro la poca originalità di tale storia e in particolare di alcuni suoi snodi, che sembrano seguire (non troppo) lontanamente quelli del Lolita di Nabokov, risponde direttamente lo scrittore messicano attraverso le parole di Torrentera: «Questo inseguimento potrebbe ricordare alcuni passaggi di Lolita. Non bisogna essere ingenui: portate a passeggio la più bella delle vostre figlie, in minigonna, in un paesino dello stato del Michoacán e nove volte su dieci succederà qualcosa di simile. Bisognerebbe leggere meno e vivere un po’ di più». Ed è proprio della vita che si parla in questo libro: Fadanelli, attraverso uno stile sensuale, violento e allo stesso tempo distaccatamente cinico, costruisce una storia terribilmente concreta. Non ci sono pudiche omissioni, non ci sono abbellimenti. Non c’è posto nella realtà raccontata dallo scrittore per le illusioni, né per le idee o per i sentimenti, a meno che questi non diventino vizi.

Una sgradevole sensazione colpisce il lettore fin dalle prime pagine del libro, soprattutto perché le confessioni di Torrentera costringono a porsi delle domande. Cosa si è disposti a fare per sollevarsi dalla melmosa realtà in cui si rischia di sprofondare? Per liberarsi da quel fango che sembra sporcare, avvolgere e travolgere tutto, a partire dai personaggi di questa storia?

Torrentera ci ha fornito la sua risposta; quali che siano quelle del lettore, non potranno che lasciare in bocca un sapore amaro. Come di fango.