In queste settimane la casa editrice Raffaello Cortina Editore ha portato in libreria il libro Parole che separano. Linguaggio, costituzione, diritti. Il libro è scritto da Marilisa D’Amico.
Emergono interrogativi che mettono in luce il rapporto tra lingua e diritto, come il delicato equilibrio tra il principio di eguaglianza e i limiti alla libertà di espressione, tra la promozione di un linguaggio inclusivo e l’imposizione “dall’alto” dei cambiamenti di linguaggio.
Marilisa D’Amico – Parole che separano
Parole che separano, che discriminano, parole d’odio: sono quelle che invadono da sempre il linguaggio pubblico e comune.
Dopo un’analisi storica del passaggio dalla lingua dei regimi a quella della Repubblica, Marilisa D’Amico si concentra, con la lente della costituzionalista, su differenti ambiti del linguaggio discriminatorio: la “discriminazione invisibile”, cioè la sistematica esclusione dell’universo femminile dalla lingua, anche giuridica e istituzionale; la discriminazione più aggressiva, costituita dall’hate speech, così pericoloso per i diritti individuali e reso più pervasivo dalla viralità dei social network; la discriminazione del linguaggio non verbale e delle immagini, che contraddistingue il mondo della comunicazione e della pubblicità; infine, la più recente e insidiosa, quella del linguaggio algoritmico.
L’autrice
Marilisa D’Amico è professoressa ordinaria di Diritto costituzionale e Prorettrice con delega a Legalità, trasparenza e parità di diritti nell’Università degli Studi di Milano. Come avvocato ha difeso davanti alle Corti italiane ed europee questioni relative ai diritti fondamentali, come quelle sulla procreazione medicalmente assistita, sul matrimonio omosessuale, sulla presenza femminile nelle Giunte regionali. Nelle nostre edizioni ha pubblicato Una parità ambigua (2020) e Parole che separano (2023).




