Il caso Agresti: tutta la maestria di Elda Lanza

Adriano Salani Editore ha portato in libreria nei mesi scorsi Il caso Agresti. Il volume porta la firma di Elda Lanza, che metteva in mostra tutta la sua maestria.

Il caso Agresti è un volume prezioso che intreccia trame in maniera sorprendente, in cui l’autrice regalava un pizzico di ironia con quel suo tocco speciale.

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Il caso Agresti – Elda Lanza

Il caso AgrestiLe gemelle Agresti, in arte Alisja e Irina, sono state due ballerine famose per le loro esibizioni televisive e per la loro straordinaria somiglianza: una sola la differenza, il colore dei capelli. Già da qualche anno loro fama si sta offuscando, quando una delle due viene ritrovata in mare al largo di Lampedusa, forse annegata, sicuramente sfigurata nel tentativo di renderla irriconoscibile.

Quando l’altra, Alisja, si presenta nel suo studio, Max Gilardi vive ancora da solo, e si trova suo malgrado trascinato in un caso dove a fare da filo conduttore è l’ambiguità delle persone e dei sentimenti, e al di sotto del quale si spalanca un mondo in cui confluiscono malaffare, traffici illegali, sesso a pagamento e stupefacenti.

Capace come sempre di dipingere con poche, magistrali pennellate una storia e i suoi protagonisti, Elda Lanza dimostra ancora una volta il suo talento di narratrice e ci riporta indietro nel tempo, a un Gilardi forse ancora inesperto ma sicuramente già geniale nella capacità di vedere prima di chiunque altro cose che nessuno oserebbe neppure immaginare.

 

 

 

L’autrice

Elda Lanza è stata scrittrice, giornalista ed esperta di comunicazione, ma anche prima presentatrice della televisione italiana, imprenditrice, ospite di importanti trasmissioni radiofoniche e televisive. La sua produzione letteraria è vasta e sfaccettata, per cominciare con la fortunata serie di romanzi che hanno per protagonista l’avvocato Max Gilardi, il più recente dei quali è La ragazza senza nome, passando
per Il tovagliolo va a sinistra.

Il galateo per un mondo che cambia: come fare, come essere (2016), scritto partendo dalla sua esperienza di docente di Storia del costume, per arrivare ai romanzi Imparerò il tuo nome (2016), la struggente e ironica ‘autobiografia d’invenzione’ Uomini (2017), Una stagione incerta e Quasi un uomo (2018). Ha vinto i premi letterari Minturno (1992) ed Europa (2012) e nel 2018 le è stato assegnato il Premio Giuditta alla carriera.
Nel 2014 è stata insignita del titolo di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Giorgio Napolitano.
È morta nel 2019.

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