Il grande scrittore Don Robertson fa il suo ritorno in libreria grazie alla casa editrice Nutrimenti. Esce infatti Il più grande spettacolo del mondo.
Secondo Stephen King, questo libro di Don Robertson è “un libro da mettere sullo stesso scaffale del Giovane Holden“. Una bellissima storia di formazione.
SCOPRI IL NOSTRO SHOP. T-SHIRT E TAZZE A TEMA LETTERARIO

Don Robertson – Il più grande spettacolo del mondo
È il 1944, l’America è impegnata nella guerra in Europa e nel Pacifico, il cibo, la benzina e le sigarette sono razionati, la gente commenta le notizie che provengono dal fronte, ma allo stesso tempo sogna con i film di Veronica Lake e Alan Ladd e si esalta assistendo alle partite di baseball che continuano a scandire il ritmo della vita.
A Cleveland, un bambino di nove anni di nome Morris Bird III si interroga sull’amore e l’amicizia, sull’onore e il coraggio. Quel coraggio che torna spesso nelle parole di sua nonna e nei discorsi della sua insegnante, la signora Dallas. Che cosa significa avere coraggio? E cosa può fare un ragazzino come lui per dimostrarsi all’altezza di figure come il presidente Roosevelt, o come Ulysses S. Grant, il vecchio generale della Guerra Civile di cui ha studiato le gesta a scuola, o persino di Hank Moore, quel ragazzo di tre anni più grande che si allena ogni sera per diventare un campione di baseball?
Così, quando il suo amico Stanley Chaloupka lascia il quartiere per trasferirsi più a nord, vicino al lago, Morris Bird III prende la sua decisione: andrà a trovarlo, da solo, senza dire niente ai genitori e alla nonna. In un venerdì di ottobre, parte a piedi per il suo viaggio: sono poche miglia attraverso la città, ma si trasformeranno in una traversata epica, e in una giornata impossibile da dimenticare.
L’autore
Don Robertson (1929-1999), nativo di Cleveland, Ohio, autore di diciotto libri, ha goduto per più di un decennio di un grande successo in America, al punto che uno dei suoi romanzi, The Greatest Thing That Almost Happened, divenne un film per la televisione nel 1977.
All’attività di scrittore, che gli valse il Putnam Award e il Cleveland Arts Prize for Literature, ha sempre affiancato il lavoro di giornalista. Senza mai smettere di scrivere, si è allontanato progressivamente dall’ambiente letterario, anche a causa di gravi problemi di salute, fino a venirne dimenticato.




