Il virus che rende folli

Il virus che rende folli: Levy e le epidemie

Nello scorso luglio La Nave di Teseo ha portato in libreria Il virus che rende folli, di Bernard-Henry Lèvy. Il volume esce nella collana Le Onde.

Il virus che rende folli è una riflessione irriverente e acuta sulla “Prima Paura Mondiale”, in un’edizione ad hoc per i lettori italiani. La pandemia che ha travolto le nostre vite dalla fine di febbraio non ha messo a repentaglio solo la nostra salute, né solo la nostra economia. A differenza delle altre epidemie della storia, ha travolto anche la nostra testa, portandoci a una specie di follia collettiva in cui si sono perse priorità, chiarezza di sguardo e obiettivi, capacità di giudizio.

Il virus che rende folli – Bernard-Henry Lèvy

Il virus che rende folliCome amava dire, non senza ironia, il grande medico tedesco di fine Ottocento, padre dell’anatomia patologica, Rudolf Virchow, “un’epidemia è un fenomeno sociale che ha alcuni aspetti medici”, questo è il momento di fare i conti con essa e cercare di descrivere alcuni aspetti non medici di questa storia.
La pandemia che ha travolto le nostre vite dalla fine di febbraio non ha messo a repentaglio solo la nostra salute, né solo la nostra economia.

A differenza delle altre epidemie della storia, ha travolto anche la nostra testa, portandoci a una specie di follia collettiva in cui si sono perse priorità, chiarezza di sguardo, obiettivi e capacità di giudizio. La “prima paura mondiale” (come è stato per la prima guerra mondiale) ha stravolto tutto, ed è ora di fare un bilancio.

Bernard-Henri Lévy – filosofo e giornalista da sempre attento ai temi etici della contemporaneità – individua in cinque punti i rischi maggiori sul piano sociale e morale del Covid-19: la sanitarizzazione della società; l’idea di una “lezione del virus”, una sorta di lettura provvidenziale e punitiva della pandemia; l’apprezzamento del ritiro nelle proprie case, un confinamento prima noioso, poi sempre più dorato, protettivo; il riposizionamento dei valori della vita (per cui portare a spasso i cani è diventato essenziale, uscire a prendere un libro no) e infine la messa in secondo piano, anzi la neutralizzazione, di tutti gli altri problemi del mondo, come se non esistesse altro che la pandemia. È ora di recuperare, dopo questa esperienza disastrosa, un’idea di mondo e di vita più complessa. È ora di tornare a vivere. Senza dimenticare quello che abbiamo passato, ma andando oltre. Guardando più in là.

L’autore

Bernard-Henry Lèvy è filosofo, giornalista, attivista e regista. Da oltre 40 anni la sua voce si leva con forza sui temi della morale e della contemporaneità. Ha scritto, oltre a Il virus che rende folli, più di trenta libri, da La barbarie dal volto umano (1977), con cui è diventato noto al grande pubblico, al più recente L’esprit du judaïsme (2017), un trattato sulle origini ebraiche degli ideali democratici occidentali. Ha pubblicato inoltre saggi biografici su Sartre e Baudelaire, una corrispondenza con Michel Houellebecq e molte opere di narrativa. Per La nave di Teseo è uscito nel 2019 Looking for Europe – Cercando l’Europa. Contro il montare dei populismi.

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