Leonardo Sciascia

Leonardo Sciascia e Gadda nelle nuove edizioni Adelphi

In libreria dal 21 novembre scorso alcune novità Adelphi. In particolare si chiude con i Saggi letterari, storici e civili, cui si accompagna un prezioso volumetto di Bibliografia e indici, la pubblicazione delle Opere in raccolta di Leonardo Sciascia (1921-1989). Poi da non perdere un romanzo capitale del Novecento italiano ed europeo di Carlo Emilio Gadda.

LEONARDO SCIASCIA E LA FELICITA’ DI FAR LIBRI

Leonardo Sciascia – Opere Volume II: Inquisizioni – Memorie – Saggi Tomo II: Saggi letterari, storici e civili

Sciascia«… quando mi viene un’idea di qualcosa da scrivere, breve o lunga che sia,» ha dichiarato Sciascia «non so in prima se mi prenderà la forma del saggio o del racconto». Opera in lui, infatti, un «gioco costante di correlazione» tra queste due forme: il che fa sì che riesca a essere, come pochi altri, «saggista nel racconto e narratore nel saggio». E non sarà difficile, ripercorrendo – dopo quella ‘impura’ dei racconti-inchieste, delle ‘inquisizioni’ e delle cronachette affidata al precedente volume – anche la produzione saggistica in senso proprio, rintracciarvi un’innata vocazione alla fabula. La ritroveremo nei libretti dedicati al ‘padre’ Pirandello, al quale lo ha legato un rapporto così intenso da sfiorare l’ossessione («Tutto quello che ho tentato di dire, tutto quello che ho detto, è stato sempre, per me, anche un discorso su Pirandello: scontrosamente, e magari con un certo rancore, prima; cordialmente e serenamente poi»), vale a dire Pirandello e il pirandellismoPirandello e la Sicilia e Alfabeto pirandelliano; nelle raccolte come La corda pazzaCruciverba Fatti diversi di storia letteraria e civile, dove più si rivela il suo stendhalismo (nel senso di mobilità del pensiero, trasparenza e dilettantismo, inteso come ‘dilettarsi della vita’); e persino negli interventi che hanno fatto di Leonardo Sciascia, nel Novecento, lo scrittore disturbante per eccellenza: quelli dedicati alla mafia, al terrorismo e alla situazione della giustizia italiana, radunati in A futura memoria.

Carlo Emilio Gadda – La cognizione del dolore

Gadda«Forse per la prima e ultima volta nella sua vita, Gadda tenta di scendere alle origini del proprio male. Non si perdona nulla: non si illude, non si compatisce, non ostenta giustificazioni né colpe immaginarie: contempla con una triste rassegnazione lo spettacolo delle proprie collere e la vanità delle cause cui sembra appassionarsi. Non arretra davanti a nessun particolare, per quanto penoso possa sembrargli; e non è vittima del proprio odio verso di sé. Così non sappiamo se ammirare il coraggio con il quale ha condotto sino in fondo l’analisi: o soffrire, insieme a lui, per la terribile piaga che nemmeno la felicità della forma può risanare».