Kevin Reynolds – Robin Hood. Principe dei ladri

Robin di Locksley è un ricco inglese che, come molti giovani del suo tempo (siamo nel XII secolo d.C.), decide di unirsi ai crociati per combattere gli “infedeli” in Terra Santa. Là viene fatto prigioniero e solo anni dopo riesce a tornare a casa, accompagnato da un uomo di colore, Azeem.

Locksley non sa che, durante la sua assenza, le cose sono cambiate: il padre è stato ucciso e tutti i suoi beni confiscati dallo Sceriffo di Nottingham; ad attenderlo nel vecchio maniero di famiglia, Robin trova solo Duncan, il vecchio servitore, accecato dal cugino dello Sceriffo, Guy di Guisborne. Nemmeno Lady Marian, la parente più stretta del legittimo re, Riccardo Cuor di Leone (a sua volta impegnato nelle Crociate), può fare nulla per cambiare la situazione di povertà e sofferenza di cui il popolo è schiavo. Braccato dallo Sceriffo, Robin si rifugia nella foresta di Sherwood che, si dice, essere popolata dagli spettri. Ma nelle profondità della boscaglia non si nascondono dei fantasmi, bensì dei fuorilegge, dei ricercati, che a Sherwood hanno costruito una piccola comunità. Robin decide che è giunto il momento di unire le proprie forze, per combattere il nemico comune.

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Cast stellare per questo ottimo film di Kevin Reynolds: primo fra tutti menzioniamo Alan Rickman, indimenticabile Sceriffo di Nottingham, così bravo da spingere l’attore protagonista, Kevin Costner (allora all’apice della sua carriera, soprattutto dopo aver diretto ed interpretato Balla coi lupi), a chiedere che molte delle scene di Rickman venissero tagliate, così che il personaggio dello Sceriffo non oscurasse quello principale, ossia Robin Hood. Ciononostante, Rickman vinse, per la sua interpretazione, il BAFTA per il miglior attore non protagonista; Costner, invece, un “bel” Razzie Award come peggior attore protagonista.

Citiamo anche Michael Wincott nei panni del malvagio Guy di Guisborne (ricordiamo che Wincott era Top Dollar ne Il corvo), mentre Morgan Freeman presta il suo volto e l’intensa recitazione al moro Azeem. Ci sono anche Christian Slater nei panni di Will Scarlett e Mary Elizabeth Mastrantonio, che circa una decina di anni prima aveva iniziato la sua carriera in Scarface di Brian De Palma, interpretando la sorella di Tony Montana, Gina (nelle vesti di Lady Marian, in realtà, l’attrice ci è apparsa un po’ sottotono e non del tutto convincente: la parte doveva essere di Robin Wright Penn, che dovette però rinunciare, poiché incinta).

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All’inizio degli anni Novanta, la storia di Robin Hood era già ampiamente nota, e sfruttata in decine di opere per il grande e piccolo schermo. Tuttavia, Robin Hood. Principe dei ladri convince, perché non manca di nulla: duelli, colpi di scena, intrighi; e, ancora, romanticismo, coraggio, lealtà. Bene (Robin) e Male (Sceriffo) si sfidano a distanza per tutto il film, fino al faccia a faccia finale: Rickman, in particolare, è immenso nel presentare un antagonista crudele e sanguinario, eppure capace di regalare agli spettatori momenti di puro divertimento, addirittura qualche risata, senza, per questo, far perdere al proprio personaggio tutta la carica di “cattivo” che lo contraddistingue.

Robin Hood. Principe dei ladri è un film di puro intrattenimento, ottimo per una piacevole serata in compagnia di una buona pellicola. Il tutto sulle note di (Everything I do) I do it for you di Bryan Adams, poi candidata all’Oscar per la migliore canzone originale.