Speciale Halloween: cinque “maschere” al cinema

È tempo di Halloween, di zucche, di “dolcetto o scherzetto”, di travestimenti e… di maschere. Parlando di cinema e Halloween, in occasione della festività sarebbe stato facile citare i classici lungometraggi incentrati su maghi o streghe: al contrario, noi della Bottega abbiamo deciso di andare oltre al semplice travestimento e di dedicarci a cinque attori che, nel corso della loro carriera, hanno indossato in un film una “maschera”, che ha trasformato il loro aspetto. Cinque maschere che hanno fatto la loro fortuna e che li ha impressi per sempre nella memoria collettiva degli spettatori.

PETER SELLERS, Il dottor Stranamore (1964)

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Il dottor Stranamore. Ovvero come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba: titolo lunghissimo per un film memorabile, con un altrettanto memorabile Peter Sellers, nei panni del colonnello Lionel Mandrake, il presidente Merkin Muffley e il dottor Stranamore. Sellers aveva già collaborato con Stanley Kubrick un paio d’anni prima, interpretando Clare Quilty in Lolita, adattamento al cinema dell’omonimo romanzo di Vladimir Nabokov. Ne Il dottor Stranamore troviamo un certo generale Ripper il quale, convinto di un’imminente guerra nucleare, ordina ai suoi uomini di sferrare un’offensiva contro la Russia. Da una parte, il presidente degli Stati Uniti tenta un dialogo con il premier russo; dall’altra, il colonnello Mandrake, che è venuto per caso a conoscenza del folle piano di Ripper, chiede spiegazioni all’interessato, il quale si rifiuta di ritirare l’ordine di attacco. In tutto questo s’inserisce il dottor Stranamore, un ex scienziato nazista.

Una chicca, che riguarda proprio i tre caratteri messi in scena da Sellers: Kubrick fu notoriamente un regista che lasciava poco spazio ai propri attori e solo in due occasioni venne meno a quest’attitudine, con Jack Nicholson in Shining e proprio con Sellers ne Il dottor Stranamore. In questi due film, il cineasta concesse ai due attori la libertà di gestire a proprio piacimento alcuni aspetti relativi ai propri personaggi.

TIM CURRY, The Rocky Horror Picture Show (1975)

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Lo splendido dottor Frank-N-Furter interpretato da Tim Curry è forse uno dei personaggi più belli della storia del cinema. Non è la prima volta che Curry risulta pressoché irriconoscibile (accadrà di nuovo qualche anno dopo nei panni di Pennywise in It) e diciamo pure che lo scienziato pazzo passerà alla Storia anche per l’ottima pellicola di Jim Sharman di cui è protagonista, con una colonna sonora indimenticabile: il pezzo d’apertura è Science fictione, double feature, ricco di rimandi cinematografici, soprattutto alla tradizione sci-fi statunitense.«Michael Rennie was ill the day the earth stood still»: The day the earth stood still è il titolo di un film del ’51, uscito in Italia come Ultimatum alla Terra, con Michael Rennie, appunto, il quale interpretava l’alieno Klaatu. La canzone continua con «and Flash Gordon was there in silver underwear», citando il famoso Flash Gordon (Richard O’Brien si riferisce alla pellicola del ’36 con protagonista Buster Crabbe). Questi primi versi servono giusto a fornirvi un’idea della ricchezza di contenuti dei testi musicali del film. Tra l’altro, la canzone termina con le parole «to the late night double feature picture show, by RKO, to the late night double feature picture show, in the back row». RKO è una delle cinque case di produzione più importanti nell’era d’oro di Hollywood: inoltre, lo spettacolo te lo godi meglio “in the back row”, nelle ultime file, e non è una questione di giusta distanza dallo schermo, in quanto le ultime file sono tradizionalmente i luoghi dove due possono pomiciare di più e lo scopo del film, diciamocelo, è esattamente questo.

JOHN HURT, The elephant man (1980)

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Capolavoro di David Lynch, con lo strepitoso John Hurt nei panni del deforme John Merrick, “the elephant man” realmente esistito durante l’epoca vittoriana, noto per le sue deformità fisiche (il suo vero nome era Joseph). Il dottor Frederick Treves (nella pellicola intepretato da Anthony Hopkins) fu uno dei pochissimi a provare per lui un sincero affetto e a prendersi concretamente cura di Merrick: il medico confessò che il paziente ebbe il desiderio di essere ospitato presso un istituto per ciechi, in modo da trovare una donna che non fosse spaventata dal suo aspetto (e questo a noi “bottegai” ricorda una bellissima storia di Dylan Dog, Il cimitero dei Freaks). Merrick morì a soli 27 anni, per soffocamento accidentale, nel tentativo di dormire supino come tutte le persone “normali” (il peso della sua enorme testa, infatti, gli aveva sempre impedito fino a quel momento di dormire in posizione orizzontale).

DUSTIN HOFFMAN, Tootsie (1982)

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Correva l’anno 1982 e Dustin Hoffman si trasforma da Michael a Doroty. Michael è un attore dal carattere decisamente difficile il quale, proprio per questo motivo, non riesce mai a ottenere una parte, a causa dei continui conflitti con registi e produttori. La goccia che fa traboccare il vaso è quando una parte, che era stata promessa a lui, viene assegnata a un altro collega. Michael è deluso, ma un’inattesa opportunità è dietro l’angolo: per lo stesso show, infatti, si era presentata una sua amica – naturalmente per un ruolo femminile –, la quale non era riuscita a ottenere la parte. Così, Michael coglie la palla al balzo, si traveste da donna e si presenta all’audizione: miracolosamente, il ruolo viene assegnato a lui. Da lì, però, nasceranno una serie di inevitabili equivoci, che metteranno il protagonista nei guai.

MADS MIKKELSEN, Valhalla rising (2014)

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Un attore che a noi piace molto e che è stato, a sua volta, oggetto di “trasformazione” per un film: stiamo parlando di Mads Mikkelsen, guerriero per Nicolas Winding Refn in Valhalla rising. Nella pellicola Mikkelsen si presenta “senza” un occhio e per questo viene chiamato One-Eye: viene così soprannominato da un ragazzino nel lungometraggio, perché in realtà il guerriero non ha un nome. Egli è stato fatto prigioniero da un gruppo di vichinghi e costretto a duelli all’ultimo sangue. Questo finché One-Eye non si ribella, li uccide tutti, tranne il bambino sopra citato, partendo poi con lui verso l’ignoto. Valhalla rising è una sorta di percorso di redenzione compiuto dal muto guerriero, forse uno dei film più ermetici e difficili del regista danese. I dialoghi sono ridotti all’osso e la visione della pellicola non è così semplice: tuttavia, Valhalla rising presenta alcuni aspetti affascinanti ed epici, che meritano certamente la visione del film.