Estradizione in Usa: Roman Polanski in aula a Cracovia

Si è svolta all’interno del tribunale di Cracovia la prima udienza in merito alla richiesta di estradizione di Roman Polanksi, dovuta alla condanna del regista per lo stupro di una minorenne avvenuto nel 1977.

Il regista del recente Venere in pelliccia è accusato infatti di aver violentato Samantha Geimer, allora tredicenne, durante una seduta fotografica nella villa dell’attore Jack Nicholson, probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Dopo essersi dichiarato colpevole, Polanski venne rinchiuso per 42 giorni nel carcere di Chino in attesa di una valutazione psichiatrica, salvo poi essere rilasciato in libertà condizionata. Polanski però, convinto che il giudice potesse annullare la prorposta, decise di fuggire dagli Stati Uniti e di rifugiarsi in Francia, evitando da allora tutti i paesi nei quali potesse rischiare di essere estradato. Nel 2009 venne inoltre arrestato a Zurigo, ma venne liberato nel 2010 dopo che le autorità svizzere decisero di non procedere alla richiesta del governo degli Stati Uniti.

Oggi il regista è quindi tornato in aula accompagnato dai suoi avvocati, dove i guidici hanno esaminato proprio la richiesta di scarcerazione con la quale Polanski è stato liberato dal carcere di Zurigo. «E’ improbabile che decideremo oggi» ha detto il giudice Dariusz Mazur, lasciando per il momento in sospeso la decisione.

Nonstante la procura si dica fiduciosa per una condanna al regista, Polanski ha annunciato per il mese di Luglio l’inizio delle riprese del suo nuovo film che si svolgeranno proprio in Polonia: il film intitolato An officer and a spy, racconterà dello scandalo che scoppiò in seguito al presunto tradimento di Alfred Dreyfus, un ufficiale di artiglieria ebreo alsaziano, accusato di spionaggio a favore dell’Impero Tedesco.

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