Nel 2008 venne conferito il premio Nobel a Jean-Marie Gustave Le Clézio, che in Italia non era poi così conosciuto. Ma qualcuno l’aveva già notato, ripubblicando nel 2005 il suo Il verbale: quelli di :duepunti, piccoli e raffinati editori palermitani, una realtà fatta di gente che ancora crede nel lavoro editoriale di qualità.
Ma passione, cura del dettaglio e fiuto alle volte non bastano e, di recente, la casa editrice ha annunciato la sospensione delle pubblicazioni. Per capire le ragioni della scelta, le parole più giuste sono quelle rilasciate nel comunicato ufficiale, che vi riportiamo di seguito:
«Quando abbiamo iniziato a FARE LIBRI eravamo “senza titoli”, nel senso che non avevamo ancora un catalogo vero e proprio e il nostro piano editoriale era poco più di una lista di desideri, tracce, suggestioni che avremmo voluto seguire come LETTORI voraci e spesso insoddisfatti; ma eravamo “senza titoli” anche nel senso che non eravamo affatto affermati, “titolati”, sostenuti da capitali, interessi accademici, mecenati o fan: soltanto 3 amici scompaginati, lettori, grafici e redattori con un progetto in progress, in una città che sta al fondo degli indici di lettura di oggi come di ieri (Palermo).I titoli li abbiamo conseguiti sul campo (e sono più di 100 in 10 anni di entusiasmante attività, confronto e intervento).
Oggi abbiamo la consapevolezza che il mondo del LIBRO corre il rischio di spegnersi, come una lampadina, per usura e per mancata manutenzione. E se si dovessero spegnere i libri non sarà più tanto peregrino parlare di un nuovo oscurantismo. I LIBRI sono – di carta o digitali – frutto di illuminazioni spesso uniche, ci fanno luce e svelano le contraddizioni che ci circondano. Sono un bene (di consumo) e come tale vanno trattati: un BENE da difendere, un BENE che ci può essere sottratto o sostituito con merce di scarso valore… che non ci illumina per niente.
Bisognerà ancora confrontarsi con la crisi di identità del mestiere dell’editore, con il mercato, con le sue strozzature e scorciatoie, con le sue incongruenze (nobili fini e pessime pratiche, rivendicare diritti per l’impresa culturale e ricorrere sistematicamente allo sfruttamento e al volontariato) e le verità scomode (una filiera regolata da attori che tengono in mano tutti i pezzi dello scacchiere). Resterà al LETTORE la scelta: ACCENDERE o SPEGNERE il LIBRO.
Alla fine della fiera la LAMPADINA – che vedrete nel nostro stand, ora accesa, ora no –, verrà spenta alludendo alla scelta di :duepunti di interrompere le sue pubblicazioni, invitando tutti i lettori, autori e amici a riflettere sull’importanza che hanno anche i piccoli gesti di coerenza: quando tutti blaterano e strillano senza costrutto un editore sceglie il SILENZIO come un atto di responsabilità, ma i suoi LIBRI, come le idee, le provocazioni e le intuizioni, possono continuare a brillare».
