Evasione fiscale: Arctic Monkeys, Michael e Caine nel mirino

Un articolo del Times ha portato a galla stamani uno schema di evasione fiscale che coinvolge, tra gli altri, alcuni nomi noti della scena musicale e cinematografica britannica. Secondo la ricostruzione del giornale, George Michael, Arctic Monkeys, Katie Melua, Michael Caine e tanti altri avrebbero investito tutti in un fondo, Liberty, che avrebbe permesso complessivamente di nascondere al fisco britannico 1 miliardo e 200 milioni di sterline (in euro, circa un miliardo e mezzo).

Si tratta, va precisato subito, di un sistema legale. I 1600 contribuenti, grazie al fondo Liberty riuscivano a generare delle enormi perdite attraverso delle società offshore, perdite che gli investitori usavano per non pagare le tasse in patria. La scoperta di questo meccanismo, messo in piedi dalla Mercury Tax Group, ha fatto arrabbiare e non poco le autorità inglesi, alle prese con la difficoltà di trattenere una parte dei profitti che grosse compagnie come Google generano quasi senza pagare tasse.

Le regole, comunque, stanno per cambiare: ad agosto, il parlamento ha approvato dei provvedimenti che costringeranno gli investitori del fondo a restituire una buona parte delle tasse che avevano in questo modo evitato. Tra i più colpiti dovrebbero esserci Gary Barlow dei Take That, che ha investito in Liberty ben 4 milioni di sterline, e George Michael, che ha evaso il fisco per ben 6 milioni di sterline. Tra gli implicati nella vicenda, anche gli Arctic Monkeys: tra il mezzo milione e il milione l’ammontare dell’evasione per i quattro musicisti).

Menzione speciale per Katie Melua: per lei, 850mila sterline evase due anni fa, quando fu insignita del Christian Aid’s Tax Superhero Award (all’epoca dichiarava di versare metà dei suoi guadagni al fisco). Vero è che la cantante ha fatto sapere tramite i suoi legali che l’investimento con il Mercury Tax Group gli era stato consigliato dal suo vecchio management…

Comunque sia, un brutto pasticcio, che soprattutto in un periodo di vacche magre e di difficoltà economiche come questo, rischia di costare agli artisti coinvolti, oltre a qualche milione di sterline, anche un po’ di crediblità presso i fan.

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