Gabriele Salvatores – Come Dio comanda

«Il mondo è forse solo un enorme scherzo che Dio ha fatto all’uomo» (Ionesco).

«Lasciate ogni speranza voi ch’entrate» in questa vita, fatta di dolore e ingiustizie, dove una mano invisibile, dall’alto, governa ogni cosa. È in questo scenario, privo di speranza, dove tutto sembra essere già stato deciso, senza possibilità di replica, che Niccolò Ammaniti prima, nel suo bel libro, Come Dio comanda, e Gabriele Salvatores poi, nell’omonima trasposizione cinematografica, ambientano le storie di Rino e Cristiano, padre e figlio.

Rino è alcolizzato, disoccupato, dalle radicate convinzioni naziste. Eppure vuole bene a Cristiano, nonostante lo educhi alla violenza e alla diffidenza nei confronti di chiunque. L’unico amico dei due è Quattro Formaggi, un ragazzo compromesso mentalmente, in seguito a un incidente sul lavoro. Cristiano inizia a provare simpatia per una sua compagna di scuola, Fabiana, la quale, una notte, durante un violento temporale, viene brutalmente stuprata e uccisa. Tutti gli indizi spingono Cristiano a sospettare del padre. Siccome nessuno sa ancora dell’accaduto, il ragazzo decide di occultare il cadavere, nel disperato tentativo di proteggere il genitore da ogni accusa.

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Film livido e angoscioso, girato in un’anonima cittadina del Nord-Est italiano (in una zona fra Udine e Pordenone), Come Dio comanda ritrae il complicato rapporto di Cristiano col padre, il suo vivere con irrequietezza le ideologie di Rino, senza, tuttavia, riuscire a provare nei suoi confronti né odio né astio: sono innumerevoli le vite che Cristiano avrebbe potuto avere senza l’asfissiante presenza paterna, eppure c’è un sottile filo rosso che lega questa strana coppia, tanto che il giovane non esita a fare sempre ciò che il padre si aspetta da lui, ciò che il padre “comanda”.

C’è un momento di acuta crisi, quando il legame tra Rino e Cristiano sembra spezzarsi irrimediabilmente, quando il ragazzo si ritrova all’improvviso da solo, senza alcun punto di riferimento, se non l’instabile Quattro Formaggi. Questo perché Rino, sebbene sia tutto fuorché un buon genitore, rappresenta, comunque, una casa per suo figlio: pur mal sopportando le menzogne e i silenzi intorno alla morte di Fabiana, Cristiano non arriverà mai a denunciare il padre, scoprendo, alla fine, che l’uomo è in effetti innocente.

In Come Dio comanda la tragedia di Fabiana è reale, concreta, ma esistono tante altre piccole tragedie private, che appartengono a ciascun carattere, tragedie che rischiano di spezzare e annientare un individuo, se mal gestite, ignorate o se ci si aspetta che l’universo cambi da un giorno all’altro, diventando il «migliore dei mondi possibili». Meglio trovare dei compromessi e seguire la linea tracciata dal destino, verso il quale, ogni resistenza è inutile.

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