Ritrovata traduzione italiana del Lancillotto

È stato fortuitamente rinvenuto in una villa in Liguria un manoscritto, risalente al Trecento, con l’unica traduzione italiana ad oggi nota del Lancelot en prose, il romanzo del ciclo arturiano dedicato a Lancillotto. I proprietari (che desiderano rimanere anonimi) hanno affidato il codice al ricercatore Luca Cadioli, che ne ha fatto oggetto della sua tesi di dottorato all’Università di Siena. Il manoscritto è stato poi donato alla Fondazione Franceschini di Firenze.

Secondo gli studiosi, il codice (otto quaderni non rilegati, di 296 pagine complessive) potrebbe essere lo stesso letto da Dante Alighieri, Francesco Petrarca e Giovanni Boccaccio, tutti appassionati della grande storia d’amore tra Ginevra e Lancillotto. Cadioli parla di scoperta «molto importante», perché finora del Lancelot en prose si conoscevano solo copie in lingua originale: il ritrovamento pone così fine «ad un’anomalia». Il manoscritto rinvenuto sarebbe stata realizzato proprio a Firenze, nel 1300, da due copisti (entrambi toscani): il testo è disposto su due colonne e intervallato da ampi spazi bianchi, dedicati all’inserimento di miniature che tuttavia non furono mai realizzate.

Il codice sarà presentato al pubblico e sottoposto alla valutazione dei principali esperti della letteratura cortese oggi, alle 15:30, nella sede della Fondazione Fraceschini.

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