Periodo di lavoro intenso per i Manic Street Preachers. La band, infatti, ha confermato di aver registrato 35 tracce, le quali finiranno in due dischi differenti.
Il primo, il cui missaggio è quasi terminato, è «più acustico», spiega a NME il frontman James Dean Bradfield: «Credo che la chitarra elettrica compaia una sola volta in tutto l’album». «La traccia principale suona come un mix degli Stones di Rocks off e l’Elvis Presley del periodo di Las Vegas», ha rivelato Bradfield.
Il secondo album è invece, sempre stando al cantante, è più influenzato da krautrock. «Non è proprio come The holy bible [il loro storico LP del 1994, n.d.r.], ma c’è un po’ dello stesso senso di minaccia». Dal punto di vista dei testi, il disco, prosegue Bradfield, è ricco di richiami all’Europa: «I paesaggi europei, l’inquietudine europea, l’inquietudine di noi britannici di non farne parte». Nella traccia-chiave del disco, annuncia il vocalist, «ci sono io che canto un po’ in inglese e un po’ in tedesco».
Tra gli ospiti dei nuovi album, la folksinger Cate Le Bon (con cui i Manic Street Preachers hanno confermato di aver realizzato una traccia intitolata Four lonely roads) e Richard Hawley. Al momento, non è chiaro quando tutto questo materiale vedrà la luce.
L’ultimo disco della band è Postcards from a young man, pubblicato nel 2010:
