Premiato come miglior documentario agli Oscar 2003, Bowling for Columbine di Michael Moore tratta il delicato tema della diffusione legale delle armi negli Stati Uniti. Si parte dal massacro alla Columbine High School, nel 1999, per indagare l’uso sempre più frequente di armi soprattutto da parte dei giovani: infatti, Bowling for Columbine si concentra sulle stragi compiute nelle scuole da ragazzi, autori di vere e proprie carneficine tra insegnanti e coetanei.
Moore imbastisce il suo documentario principalmente su due punti: cosa spinge gli americani ad acquistare armi e quali sono le conseguenze di tale fatto. È dimostrato che buona parte delle famiglie americane possiede in casa almeno un’arma e che i ragazzi hanno libero e facile accesso a questi strumenti: ma dove finisce la tutela personale del singolo e inizia l’eccesso di autodifesa? Moore dimostra che, sull’argomento, il liberismo americano presenta dei limiti, poiché non è pensabile che il crimine possa essere sconfitto con altra violenza. Purtroppo, esistono numerose associazioni che promuovono questa modalità di autodifesa: ricordiamo solo la NRA (i cui membri sono definiti da Moore «i successori del Ku Klux Klan»), di cui il noto attore Charlton Heston fu presidente dal 1998 al 2001.
Le analisi degli eventi narrati in Bowling for Columbine conducono a un’unica conclusione: è a causa della paura che il cittadino ricorre a una pistola piuttosto che a un fucile. Quindi i quesiti che lo spettatore si pone durante la visione sono: quanto pesa l’influenza dei mass media in questo fenomeno? E quali sono gli interessi dei partiti politici? Quanto è forte il senso di sfiducia della popolazione nei confronti delle forze dell’ordine, il cui compito dovrebbe essere quello di vegliare sulla sicurezza dei cittadini? Certamente il lavoro di Moore va a toccare un tasto dolente della storia statunitense: nel 2007, lo studente sudcoreano Cho Seung- Hui ha sparato a trentadue persone, prima di suicidarsi; nel dicembre 2012, Adam Lanza, dopo aver ucciso la madre, ha compiuto una strage in una scuola elementare, uccidendo ventisette persone (venti bambini), mentre a luglio dello stesso anno, James Holmes ha ammazzato dodici persone e ferite cinquantotto, durante la proiezione, in un cinema ad Aurora, in Colorado, de Il cavaliere oscuro – Il ritorno.
Cifre e fatti di sangue che fanno riflettere: Bowling for Columbine ritrae, con oggettiva lucidità, una delle pagine di cronaca nera più tristi di quella che oggi è considerata una delle più grandi potenze mondiali.
