Arriva nelle librerie il 20 marzo, per Feltrinelli, Di tutto resta un poco. Letteratura e cinema, il libro al quale Antonio Tabucchi lavorava quando il cancro, un anno fa (il 25 marzo), se lo portò via. Nell’opera, il grande scrittore dialoga con se stesso, toccando i grandi temi dell’invenzione artistica, del gusto, della poesia, del canto e, come si intuisce dal sottotitolo, del racconto cinematografico. Accanto a questi temi, Tabucchi evoca anche le figure degli scrittori che lo hanno ispirato e formato: tra questi, l’amatissimo Fernando Pessoa, Rudyard Kipling, Jorge Luis Borges, Julio Cortázar, Primo Levi, Mario Vargas Llosa. Nelle pagine dedicate al cinema, un omaggio lirico a Marilyn Monroe e un’analisi approfondita del cinema di Pedro Almodóvar.
Ecco l’incipit:
La letteratura è sostanzialmente questo: una visione del mondo differente da quella imposta dal pensiero dominante, o per meglio dire dal pensiero al potere, qualsiasi esso sia. È il dubbio che ciò che l’istituzione vigente vuole sia così, non è esattamente così. Il dubbio, come la letteratura, non è monoteista, è politeista. Peraltro le conseguenze dei pensieri monoteisti, che non nutrono alcun dubbio, sono sotto gli occhi di tutti.
Ecco la copertina del libro:

