Paul Verhoeven – Basic instinct

Tutto inizia a San Francisco, con l’omicidio di un musicista rock, Johnny Boz. Il delitto è stato commesso durante un amplesso sessuale, con un punteruolo da ghiaccio. Incaricato delle indagini è il “Giustiziere” Nick Curran il quale, insieme al collega Gus, indirizza i sospetti verso Catherine Tramell, una famosa scrittrice, dichiaratamente bisessuale, che si trovava insieme a Boz in un locale, la notte del crimine. Nella vicenda si inseriscono altre due donne: da una parte Roxy, amante di Catherine e assolutamente certa della sua innocenza; dall’altra Beth, psicologa criminale, vecchia – e neanche tanto – fiamma di Nick. Man mano che le indagini proseguono, Nick sarà sempre più coinvolto da Catherine, intrecciando con lei un rapporto sentimentale alquanto burrascoso, destabilizzato dalle indagini, le quali condurranno a una soluzione che, sino all’ultima scena, lascerà aperti numerosi dubbi e ipotesi.

Basic instinct è un film la cui fama è dovuta senz’altro più alle gambe accavallate di Sharon Stone che alla storia o agli intenti. Quali? Fondere erotismo e thriller, senza per altro riuscirvi. Basta pensare a un thriller degno di tale nome per far crollare, come un castello di carte, la credibilità del film, in cui si è tentato pure qualche richiamo a Hitchcock, con scarsi risultati. La soluzione dell’enigma non è una sorpresa per nessuno, dal momento che già a metà pellicola i papabili colpevoli potevano essere solo due (in caso di terzi, il regista avrebbe dovuto cercare delle motivazioni davvero surreali di colpevolezza). In questo modo rimane solo l’erotismo e, infatti, alla Stone va tutto il merito del successo al botteghino della pellicola nella stagione 1992-’93. Da parte sua, il povero Michael Douglas è un fantoccio che spinge gli spettatori a rimpiangere la sua strepitosa performance nei panni di Gordon Gekko nell’89: dopo Basic instinct, la tentazione sarebbe stata quella di ritirargli l’Oscar come miglior attore protagonista per Wall Street, ma noi lo perdoniamo solo per Un giorno di ordinaria follia (1993), grazie al quale l’attore ha aggiustato un po’ il tiro, ritornando – quasi – ai livelli del lavoro di Stone, e rimediando alla sua figura di sex addicted dalle brache sempre calate del film di Paul Verhoeven.

 

Concludiamo, dicendovi che di Basic instinct è stato realizzato (purtroppo) un sequel, nel 2006, per la regia di Michael Caton- Jones, con il ritorno della Stone nei panni di Catherine Tramell, e co-protagonisti David Morrissey, Charlotte Rampling e David Thewlis.

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