Carlo Verdone – Bianco, rosso e Verdone

Bianco, rosso e Verdone è il secondo film diretto e interpretato da Carlo Verdone.

Si tratta di tre episodi paralleli che vedono protagonista l’attore romano nei panni di tre grotteschi personaggi: Furio è un paranoico avvocato, sposato con la succube e inespressiva Magda; poi c’è Mimmo, un bamboccione un po’ imbranato, che intraprende un viaggio in macchina con la nonna; infine, Pasquale è un immigrato italiano in Germania, che torna nella natia Matera per votare. Pasquale è il contrappeso di Fulvio, tanto muto il primo quanto logorroico e saccente fino all’esasperazione il secondo.

Il film è una commedia divertente dal retrogusto un po’ amaro, che non scade mai nella volgarità più grossolana, pur mantenendo un aspetto leggero e popolare: attraverso i suoi personaggi il regista intende dare voce ad alcuni aspetti comportamentali tipici dell’italiano medio. Ad accomunare le tre storie narrate è la questione del voto. Infatti, i protagonisti stanno tornando nelle loro città d’origine per votare: Furio si reca da Torino a Roma; stessa meta per Mimmo, che prima deve recuperare la nonna residente a Verona (e particolarmente desiderosa di dare il voto al PC); infine, Pasquale che, addirittura, parte dall’estero per compiere il suo dovere di cittadino.

La questione del voto diventa un modo per riflettere sulla realtà culturale italiana degli anni Ottanta. Nel film ci si sofferma sugli aspetti più ridicoli e secondari del diritto al voto: dalla tragica sorte della nonna in cabina – e, più che la tragicità dell’accaduto, il problema è se considerare o meno valido il suo voto – a Pasquale, il quale nel finale fa intendere che, comunque vadano le cose, la situazione politica rimarrà invariata.

Produttore del film fu Sergio Leone, il quale partecipò a Bianco, rosso e Verdone anche elargendo utili consigli pratici e, talvolta, esprimendo qualche perplessità – come per il personaggio di Furio, considerato troppo antipatico ma, successivamente, promosso proprio per la sua eccentricità. Del cast, va menzionata la bella interpretazione di Elena Fabrizi (sorella del famoso Aldo di Roma città aperta), rappresentante di quella romanità semplice e schietta che, negli anni, le ha permesso di ricoprire importanti ruoli in lungometraggi quali I soliti ignoti (Mario Monicelli, 1959) o La proprietà non è più un furto (Elio Petri, 1973).

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