Tratto dall’omonimo romanzo di James Ellroy, L.A. Confidential è un raffinato thriller che ci trasporta nella Los Angeles degli anni Cinquanta, la quale non sembra poi così diversa da quella attuale, contraddistinta dalla droga, la corruzione, i sogni di potere e gli scandali. I protagonisti sono gli agenti Bud White (Russell Crowe), Ed Exley (Guy Pearce) e Jack Vincennes (Kevin Spacey). Pur lavorando nel medesimo ambito e mirando agli stessi obiettivi personali e professionali, i tre hanno dei metodi diversi per raggiungere i loro scopi. Jack, dimentico dei veri motivi che lo hanno spinto ad entrare in polizia, sfrutta la crescente popolarità del mezzo televisivo, organizzando degli arresti sensazionali, puntualmente immortalati dai paparazzi; Ed sembra deciso ad approfittarsi degli scheletri nell’armadio dei suoi colleghi a suo vantaggio quando, in realtà, egli vuole solo dimostrare di valere tanto quanto il padre, un ex investigatore; infine, Bud, il prototipo dell’uomo con poco cervello e tanti muscoli, eppure sensibile, generoso e onesto, legato alla prostituta Lynn (il premio Oscar come «migliore attrice non protagonista» Kim Basinger).
Tutto inizia con il “Natale di sangue”, un fatto che, alla fine del 1951, porta alla denuncia dei metodi poco ortodossi nei confronti dei detenuti da parte delle forze di polizia. L’evento segna una prima ondata di provvedimenti nei confronti di alcuni agenti. Ma il vero perno della storia è costituito dagli omicidi al Nite Owl, un locale in cui vengono uccisi, all’apparenza senza un movente, sei persone: è il caso del Nite Owl a unire tre personalità così lontane come quelle di Bud, Ed e Jack, opposti sia per indole che per trascorsi. Non sarà solo l’occasione per unire le loro forze, ma anche per fare i conti con il proprio passato, non sempre esemplare, e cercare una redenzione.
L.A. Confidential vanta una narrazione cinematografica rapida, dal ritmo incalzante, in cui gli eventi si susseguono creando la giusta dose di suspense e mistero. Il finale lascia un po’ d’amaro in bocca, in quanto risulta chiaro che la corruzione è un elemento troppo radicato nel tessuto sociale per poter venire eliminato con facilità o con la sola buona volontà dei singoli. Il film ha il merito di ritrarre in modo impietoso i loschi affari tra la malavita e gli apparati statali, il tutto sullo sfondo di una Los Angeles violenta, in cui interessi privati e smanie di grandezza hanno la meglio su qualunque altro buon sentimento.
