Torna in libreria lo storico marchio editoriale Barion che inaugura la sua collana di saggistica con La storia della mafia di Leonardo Sciascia e la collana di narrativa con Il silenzio sulle donne di Antonio Steffenoni.
Pubblicato per la prima volta nel 1972 e poi dimenticato per oltre quattro decenni, La storia della mafia è un profilo denso, inevitabilmente problematico della “onorata società”, nel quale appare la definizione di mafia che sarebbe diventata una sorta di postulato del pensiero sciasciano: «La mafia è un’associazione per delinquere, con fini di illecito arricchimento per i propri associati, che si pone come intermediazione parassitaria, e imposta con messi di violenza, tra la proprietà e il lavoro, tra la produzione e il consumo, tra il cittadino e lo Stato». Nel volume, anche un’intervista di Giancarlo Macaluso a Stefano Vilardo, sodale storico delle scrittore, che ripercorre sul filo della memoria i primi “incontri” dei due amici con gli uomini d’onore. Postfazione di Salvatore Ferlita.
La tecnica del giallo per un’indagine sui sentimenti maschili. È lo schema asimmetrico che Steffenoni mette in scena nel romanzo Il silenzio sulle donne. Protagonista e voce narrante è Antonio Lopez, pubblicitario e scrittore, l’ultima persona ad aver visto in vita Santiago, anziano e famoso regista cinematografico morto precipitato dal terzo piano di una clinica. L’interrogatorio di polizia si trasforma in un viaggio a ritroso, lungo i quarant’anni d’amicizia durante i quali i due uomini hanno condiviso progetti, ambizioni, passioni e silenzi.
Fondata da Attilio Barión ed attiva negli anni tra le due guerre, la Barion dopo il 1945 ha gradualmente ridotto la sua presenza sul mercato. Rilevato negli anni Sessanta da Ugo Mursia che ne ha incorporato il catalogo, il marchio torna ora in libreria con un piano editoriale curato da Beppe Benvenuto e due titoli al mese, libelli e scritti “dimenticati” di classici e di autori minori non sufficientemente valorizzati.
