Ferzan Ozpetek – Le fate ignoranti

Antonia e Massimo sono sposati da molti anni e vivono quello che, all’apparenza, sembra un matrimonio perfetto. Ma un giorno Massimo muore in un incidente: Antonia si chiude in se stessa, incapace di reagire al dolore. Questo finché non trova sul retro di un quadro una dedica fatta al marito da una certa “fata ignorante”: Massimo aveva un’amante. Così Antonia si mette sulle tracce della rivale, fino a scoprire un’inattesa verità: Massimo aveva sì una relazione extraconiugale, ma con un uomo, Michele, un ragazzo impiegato presso il mercato ortofrutticolo e residente in un accogliente appartamento nel caratteristico quartiere Ostiense. La casa di Michele è quotidianamente frequentata da amici e conoscenti, molti dei quali appartenenti alla comunità omosessuale: dopo un iniziale momento di rifiuto, Antonia comincia ad aggregarsi sempre più spesso all’allegra comitiva, maturando un lento, ma radicale, processo di trasformazione di sé.

Ne Le fate ignoranti, il regista turco Ferzan Özpetek inserisce tutti i classici leitmotiv del suo cinema: pranzi e cene in compagnia, la famiglia allargata, l’amicizia, l’omosessualità, un fatto traumatico (o comunque rilevante) come causa scatenante di una presa di coscienza da parte dei caratteri. Ma nel film è presente anche la malattia, l’AIDS, che distrugge un’esistenza, quella di Ernesto, un giovane fragile, sensibile, per il quale lo spettatore non può che provare compassione e tenerezza.

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Ben affiatata la coppia Stefano AccorsiMargherita Buy: per Accorsi, il 2001 è l’anno della consacrazione di un percorso artistico che aveva già conosciuto una prima, significativa svolta nel 1996 con Jack Frusciante è uscito dal gruppo: oltre a Le fate ignoranti, l’attore partecipa anche a L’ultimo bacio di Gabriele Muccino, Santa Maradona di Marco Ponti e La stanza del figlio di Nanni Moretti. Margherita Buy, che già vantava una carriera di tutto rispetto, non fa altro che confermare le sue eccellenti doti d’attrice drammatica.

Ritratto di una Roma variopinta ed eterogenea, Le fate ignoranti mescola toni, colori e sapori che fondono gli aspetti più caldi della cultura italiana con le origini del regista. Una storia bella da vedere e sentire, attraverso le passioni, le sofferenze e le difficoltà quotidiane dei suoi protagonisti.

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